Tre giorni intensi tra fede e comunione fraterna in occasione del Giubileo 2025
Dal 5 al 7 settembre 2025, le comunità parrocchiali di
Archi Carmine e Archi Cep hanno vissuto una straordinaria esperienza di fede,
comunione e pellegrinaggio a Roma, in occasione del Giubileo 2025. Guidati
rispettivamente da don Danilo Latella, parroco di Maria Santissima del Carmelo
in Archi Carmine, e da don Giovanni Giordano, parroco di Santo Stefano da Nicea
in Archi Cep. I fedeli hanno preso parte a tre giornate ricchissime di momenti
spirituali e comunitari
Il pellegrinaggio: una comunità in cammino
Il viaggio verso Roma non è stato soltanto uno spostamento geografico, ma
un vero e proprio cammino spirituale che ha coinvolto adulti, giovani, anziani
e famiglie. Le parrocchie si sono unite, superando confini e appartenenze, per
formare una sola comunità: quella di Archi pellegrina di speranza. Fin dal primo giorno, i pellegrini hanno avuto la grazia di attraversare le
Porte Sante delle Basiliche, compiendo il gesto giubilare che segna la
riconciliazione e il rinnovamento interiore. Molti hanno descritto il momento
come toccante e liberatorio, una vera immersione nella misericordia di Dio.
Udienza con Papa Leone XIV: la parola che illumina
Il sabato mattina, Piazza San Pietro si è riempita di migliaia di fedeli
provenienti da ogni parte del mondo. Tra loro, anche la comunità di Archi ha
partecipato con emozione all’Udienza del Papa. Il Santo Padre ha rivolto un pensiero forte e semplice: ciascuno di noi è come
un terreno che, pur segnato da durezza e fragilità, custodisce in profondità
una “terra buona”, capace di accogliere il seme della Parola di Dio e di
trasformarlo in tesoro. Un invito chiaro a non lasciarsi scoraggiare dalle
difficoltà, ma a scavare in profondità per ritrovare la bellezza e la ricchezza
nascosta che il Signore ha seminato in ciascuno. Le parole del Papa hanno risuonato con particolare forza tra i pellegrini, che
hanno percepito il senso di essere parte di una Chiesa universale viva e in
cammino.
Canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati: santi giovani per i
giovani e per la Chiesa intera
Il momento culminante del pellegrinaggio è stato la partecipazione alla
Santa Messa di canonizzazione di San Carlo Acutis e San Piergiorgio Frassati,
celebrata domenica in Piazza San Pietro.
Le lunghe attese – ore di fila per accedere alla celebrazione come anche,
sabato pomeriggio, per sostare davanti alla tomba di Papa Francesco – non hanno
scoraggiato i fedeli, che hanno vissuto l’esperienza con pazienza, preghiera e
grande emozione.
La canonizzazione di due giovani santi ha acceso tanto entusiasmo San
Carlo, “l’influencer di Dio”, e San Pier Giorgio, “l’uomo delle Beatitudini”,
sono diventati punti di riferimento concreti e vicini, esempi che dimostrano
come la santità non sia lontana o irraggiungibile, ma possibile nella vita
quotidiana di ciascuno.
Una comunità unita nella fede
Il pellegrinaggio è stato anche occasione di preghiera silenziosa e
intensa, come quella vissuta davanti alla tomba di Papa Francesco, dove i
pellegrini hanno affidato le proprie intenzioni personali e comunitarie. Ma è stato soprattutto un tempo di unità tra le comunità di Archi. Per tre
giorni, i fedeli delle parrocchie hanno pregato, camminato, condiviso fatiche,
sorrisi ed emozioni come una sola famiglia. È emersa la bellezza di sentirsi
parte di qualcosa di più grande, di una Chiesa che non si chiude in sé stessa
ma che cammina insieme, nel segno della comunione.
Le parole dei parroci
A conclusione del pellegrinaggio, i due parroci hanno voluto ringraziare
tutti i partecipanti. Don Danilo Latella ha commentato: «Abbiamo vissuto un tempo di grazia che ci
richiama alla bellezza di essere parte di una Chiesa viva e universale. Roma,
con la sua storia e con l’incontro con il Papa, ci ha ricordato che la fede non
è mai solo personale, ma comunitaria, un cammino da vivere insieme».
Don Giovanni Giordano ha aggiunto: «La canonizzazione di Carlo e Pier Giorgio
ci ricorda che la santità è possibile. Sono modelli che parlano al nostro tempo
e che ci spronano a vivere la fede con gioia e radicalità partendo sempre dall'
Eucaristia».
Il bilancio di un’esperienza indimenticabile
La fatica delle lunghe camminate e delle attese è stata ampiamente
ricompensata dalla gioia di vivere un’esperienza unica di Chiesa pellegrina.
Molti fedeli hanno sottolineato come questo pellegrinaggio abbia rappresentato
una vera svolta: un invito a rinnovare la propria fede, a coltivare la speranza
e a vivere con maggiore consapevolezza la dimensione comunitaria.
Il Giubileo 2025 resterà così non solo una data sul calendario, ma un segno
concreto impresso nei cuori di chi lo ha vissuto in prima persona.
Uno sguardo al futuro
Il ritorno a casa non segna la conclusione, ma l’inizio di un nuovo
percorso. La comunità di Archi torna arricchita, pronta a mettere a frutto i
doni ricevuti: le parole del Papa, la testimonianza dei nuovi santi,
l’esperienza di unità vissuta. Un seme che, come ricordato dal Santo Padre, germoglierà nella terra buona
custodita nel cuore di ciascuno.
Un pellegrinaggio che non resterà solo nella memoria, ma che continuerà a dare
frutti nella vita pastorale e quotidiana della comunità.