Non poteva mancare il cameo di ReggioTv: il Salotto del Venerdì portato sul grande schermo
“US Palmese” è un film che sorprende e spiazza, regalando una riflessione potente su quello che il calcio è diventato e su ciò che, in fondo, dovrebbe restare. I fratelli Manetti scelgono l'ironia per raccontare una realtà che però è fin troppo vicina: un mondo sportivo dove i calciatori non sono più ragazzi innamorati del pallone, ma macchine da guadagno, simboli di un business che troppo spesso soffoca la passione.
La storia si intreccia con Palmi, con la Palmese e con l'essenza più pura del calcio. È proprio qui che il protagonista ritrova la sua passione smarrita, in un campo che profuma di provincia ma che racchiude l'anima di uno sport capace di emozionare più di qualsiasi palcoscenico dorato. Perché chi vive il calcio vero lo sa: quello dei piccoli stadi, delle città che si stringono intorno alla loro squadra, delle curve che trascinano, non smette mai di lasciare senza parole.
Fondamentale è il messaggio che arriva dai compagni del campione: uomini che, al contrario di lui, devono dividere il tempo tra il lavoro e il pallone, costretti a fare più mestieri per mantenere la propria famiglia. È l'allenatore a fargli aprire gli occhi, ricordandogli che non tutti possono vivere di stipendi milionari: per molti il calcio resta una passione, un sacrificio che si intreccia con la vita quotidiana, senza luci di ribalta né contratti dorati.
Nel film non mancano figure critiche e criticoni, sempre pronti a demolire ogni cosa, salvo poi farsi trovare a osservare di nascosto ciò che avevano attaccato poco prima. Una sottile metafora del “carro dei vincitori”, su cui si sale solo quando le cose vanno bene, dimenticando quanto fosse semplice criticare a priori.
Il racconto tocca anche corde sociali importanti: la sanità carente, colmata dall'arrivo del campione e dal suo denaro, diventa metafora di come il calcio possa muovere economie, risolvere emergenze, attirare turismo e rimettere al centro città che altrimenti rimarrebbero ai margini.
Ma il momento più emozionante arriva quando il film si spoglia di tutto e torna alla sua radice: bambini che giocano sotto la pioggia con un Supersantos in una piazzetta. È lì che il calcio riacquista la sua forma più pura, autentica e libera da ogni interesse.
E per chiudere con un sorriso, non poteva mancare il cameo di ReggioTv: il Salotto del Venerdì portato sul grande schermo, un segno tangibile di quanto la nostra emittente sia ormai parte integrante del racconto culturale e sportivo della nostra terra.
“US Palmese” non è solo un film sul calcio, ma un invito a ritrovare quella passione che a volte smarriamo tra sponsor e numeri. È un promemoria che l'amore vero per questo sport vive ancora, nascosto in un campetto di provincia, nel tifo di una città, o nel sorriso di un bambino bagnato dalla pioggia ma felice di inseguire un pallone.
E allora sì, forse il calcio è malato. Ma a Palmi, e in chi continua ad amarlo così, batte ancora il suo cuore più autentico.