Cittadino chiama, lo Stato risponde. Reggio si ribella al degrado
Un pomeriggio di svolta quello di ieri in Via Lia, dove finalmente qualcosa si è mosso sul fronte dell’ambiente e della legalità. Dopo la denuncia pubblica dell’ex sindacalista della UIL, Nuccio Azzarà, sullo stato di degrado e pericolosità della discarica abusiva presente nella zona, le Forze dell’Ordine sono prontamente intervenute, mettendo in sicurezza l’area.
A seguito della segnalazione, sul posto sono giunte due pattuglie della Polizia di Stato, una della Polizia Locale e due mezzi dei Vigili del Fuoco. Gli operatori hanno provveduto a sigillare la discarica e a porla sotto sequestro. È stato inoltre utilizzato un drone per documentare dall’alto la situazione e raccogliere materiale utile per le indagini.
Ed è proprio l’ex segretario provinciale Azzarà ad informare con foto e video la cittadinanza sugli sviluppi e sull’importanza di non rassegnarsi: “Ho chiamato le Forze dell’ordine e hanno sigillato, messo sotto sequestro la discarica. Hanno alzato in volo addirittura un drone per fotografare e documentare il tutto”.
Il messaggio lanciato dal ligio cittadino alla sua comunità è chiaro: “non rimanere indifferenti”.
“È un qualcosa di significativo per i cittadini di Reggio. Non bisogna assuefarsi. È dimostrato che se un cittadino si pone nel modo giusto e si impegna su qualcosa di vero, qualcosa si muove – afferma Azzarà -. L’assuefazione non paga. Questa è un’occasione per dire grazie alle Forze dell’Ordine che hanno agito con scrupolo. Ho notato pure l’evoluzione tecnologica: il fatto di alzare un drone in aria la dice lunga. Tutto questo per salvaguardare gli interessi e i bisogni dei cittadini, di cui sono delegati i politici. Non è Nuccio Azzarà o un cittadino qualsiasi a dover risolvere i tanti problemi di una città, ma lo deve fare chi ha un mandato istituzionale e deve servire la gente con onore e disciplina. Se non lo fanno in campagna elettorale, quando lo fanno?”.
L’intervento tempestivo delle autorità è stato un segnale importante, non solo in termini ambientali, ma anche civici. La lotta al degrado passa dalla voce di chi non si arrende e questo episodio lo dimostra: un singolo cittadino può innescare un’azione concreta e collettiva, a patto che non si ceda all’abitudine e al silenzio.
Ora, la città aspetta risposte sulle prossime mosse: bonifica, responsabilità e, soprattutto, prevenzione. Perché Via Lia non può e non deve tornare ad essere terra di nessuno.