n quadro che, secondo Falcomatà, riflette una più ampia emergenza regionale
Il Sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà interviene sul tema della sanità in Calabria e, in particolare, sulla situazione dell'ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, denunciando la totale assenza di risultati concreti durante i quattro anni di gestione del presidente della Regione Roberto Occhiuto.
«Come non condividere le posizioni del Sindaco di Melito, Salvatore Nastasi – afferma Falcomatà – Nessun risultato da registrare per l'ospedale, nonostante Occhiuto abbia avuto poteri straordinari per la gestione della sanità e la ristrutturazione della rete ospedaliera calabrese. È inaccettabile che un presidio sanitario di riferimento per l'intera area grecanica continui a subire ridimensionamenti che mortificano il diritto alla salute dei cittadini».
Falcomatà evidenzia le gravi criticità strutturali e organizzative che affliggono il nosocomio: carenze di personale sanitario, con gran parte degli operatori prossimi alla pensione o titolari di diritti previsti dalla legge 104; riduzione dei posti letto in reparti fondamentali come Medicina interna e Oncologia; spazi ambulatoriali insufficienti e mai riqualificati; attrezzature obsolete e fuori produzione, «indegne di un Paese civile».
«Nonostante l'impegno encomiabile dei medici e di tutti gli operatori, che continuano a svolgere la loro missione con grande dedizione – prosegue il sindaco metropolitano – l'ospedale di Melito versa in condizioni che compromettono la qualità e la continuità dei servizi».
Un quadro che, secondo Falcomatà, riflette una più ampia emergenza regionale: «La sanità di qualità sui territori è diventata una chimera. Siamo costretti a rivendicare un diritto costituzionale che rischia di trasformarsi in un privilegio per chi vive nei centri periferici. È inaccettabile dover attendere mesi per una TAC o per un esame strumentale».
Il primo cittadino metropolitano conclude con un appello forte alla mobilitazione: «Occorre invertire la rotta, e ciò potrà avvenire solo con una presa di consapevolezza dei cittadini alle urne. Restituire ai calabresi un servizio sanitario all'altezza delle loro aspettative è un dovere che non può più essere rinviato».