Flotilla, gli italiani rientrati da Israele: "Botte, insulti e trattati come animali"

Autore Redazione Web | dom, 05 ott 2025 10:14 | Flotilla Italiani

Tommasi, giornalista di Fanpage, e Romano, consigliere regionale lombardo del Pd, raccontano la detenzione e le violenze

Dopo giorni di detenzione in Israele, Saverio Tommasi, giornalista di Fanpage, e Paolo Romano, consigliere regionale lombardo del Pd, sono rientrati in Italia insieme ad altri 24 italiani, dopo essere stati espulsi. Tommasi si trovava a bordo della barca Karma della missione Flotilla, mentre Romano era tra i partecipanti intercettati mercoledì sera dalla Marina israeliana.

“Siamo stati abbordati da due gommoni con 10-15 militari a volto coperto. Non abbiamo opposto resistenza e abbiamo tenuto i passaporti davanti a noi”, racconta Tommasi. Una volta al porto di Ashdod, lui e gli altri partecipanti sono stati portati in carcere: “Io e altri siamo stati colpiti in testa e sulla schiena. Mi chiedevano il nome e dovevo rispondere con parole che facevano ridere gli altri militari, probabilmente significavano ‘scemo’ o ‘imbecille’”.

Romano descrive scene simili, definendo il trattamento ricevuto “disumano”: “Ci hanno fatto inginocchiare a faccia in giù. E se ci muovevamo, ci picchiavano. Ridevano di noi, ci insultavano e ci picchiavano. Usavano violenza sia psicologica che fisica. Durante la notte aprivano la porta e ci urlavano contro con le armi per spaventarci. Ci hanno trattato come animali”, come riporta Adnkronos.

Entrambi denunciano anche la negazione dei diritti fondamentali: medicinali tolti, acqua scarsa e di cattiva qualità, cibo insufficiente, telefoni e apparecchiature sequestrati. Tommasi racconta inoltre di aver dovuto lottare con il console e con il giudice per riavere le fedi strappate durante la detenzione.

Romano sottolinea come il gruppo non fosse entrato illegalmente in Israele: “Eravamo in acque internazionali ed era nostro diritto essere lì”. L’obiettivo della missione, ricordano, era portare aiuti umanitari e denunciare la situazione nella Striscia di Gaza.

Secondo quanto riferito dagli attivisti turchi, violenze psicologiche sarebbero state subite anche da Greta Thunberg, trascinata a terra e costretta a baciare la bandiera israeliana. “L’abbiamo vista al porto con le braccia legate, accanto a una bandiera, come una presa in giro. Faceva parte delle violenze verbali e psicologiche messe in atto”, conclude Tommasi.

Un racconto drammatico e diretto, che restituisce la crudeltà e l’umiliazione vissute dai partecipanti alla Flotilla e denuncia apertamente la negazione dei diritti umani più elementari.

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