Pochi giorni prima della tragica scoperta, la giovane si era recata al Pronto Soccorso per delle perdite di sangue
A Reggio Calabria, al Grande Ospedale Metropolitano (GOM), emergono nuovi dettagli solo dopo che una giovane di 25 anni è stata posta agli arresti domiciliari con l'accusa di duplice infanticidio. Nei giorni scorsi, nei pressi del quartiere di Pellaro, nei locali della sua abitazione sono stati rinvenuti i corpi di due neonati nascosti in un armadio.
Secondo il prof. Stefano Palomba, intervistato nel corso della trasmissione "Dentro la Notizia", la ragazza si era recata al pronto soccorso lamentando perdite di sangue, dichiarando ai medici di non aver mai avuto rapporti sessuali .
Proprio quella dichiarazione, combinata al fatto che la giovane aveva chiesto di evitare controlli interni, avrebbe dissuaso i sanitari dal sospettare una gravidanza.
All'osservazione, i medici annotarono un utero di dimensioni rilevanti, che fece scattare l'ipotesi,da loro ritenuta, del tumore, in coerenza con la versione fornita dalla paziente.
Il prof. Palomba ha inoltre precisato che la ragazza appare lucida e collaborativa durante la visita.
Un altro elemento emerso nelle indagini sono i messaggi scambiati con il fidanzato, anch'egli indagato.
Da quelle conversazioni risulterebbero forti disaccordi su cosa fare con l'eventuale gravidanza: lui avrebbe suggerito di tenere il bambino o di rivolgersi a un medico, mentre la giovane avrebbe risposto che non avevano risorse economiche e che non convivevano.
I messaggi suggeriscono anche che la coppia aveva già affrontato una situazione analoga in passato, e alcuni investigatori sospettano che possa esserci un terzo neonato, il cui corpo potrebbe essere stato gettato in mare.
Le indagini proseguono sotto la direzione della Procura di Reggio Calabria, e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull'evoluzione del caso.