Un elmetto, un sogno, un’eredità di coraggio che Reggio porta nel cuore
Un ricordo che non si affievolisce, ma continua a brillare come una fiamma viva nel cuore di chi l’ha conosciuto e di un’intera città che, ogni anno, si ritrova per dire: “Nino, non ti abbiamo dimenticato”.
Si è svolta ieri sera, nella chiesa di Santa Maria dell’Itria, una messa in suffragio del giovane vigile del fuoco Antonino Candido, tragicamente scomparso a Quargnento (Alessandria) insieme ai colleghi Marco Triches e Matteo Gastaldo durante un intervento di soccorso. Un momento di profonda commozione e di raccoglimento, al quale hanno partecipato familiari, amici, colleghi e numerosi cittadini che hanno voluto rendere omaggio al sacrificio dei tre pompieri.
Al termine della celebrazione, la mamma Marina ha voluto condividere un ricordo toccante del figlio.
“Antonino è sempre vivo nei cuori non solo nostri, ma di tutti quelli che l’hanno conosciuto e di tutti quelli che vogliono dare un supporto a noi e alla famiglia. Fino all’ultimo momento, Nino, Matteo e Marco hanno indossato quella divisa a cui tenevano tanto e hanno onorato il corpo dei Vigili del Fuoco. Da piccolino ricordo che andava spesso in caserma con papà, amava salire sul camion, gli metteva l’elmetto e lui ne andava fiero. Quella passione l’ha avuta fin dai primi anni di vita e ha indossato la divisa con onore fino al suo ultimo respiro, così come hanno fatto anche Marco e Matteo”.
Parole che hanno profondamente commosso i presenti, seguite dal ringraziamento del padre Angelo, che ha voluto sottolineare la vicinanza costante della grande famiglia dei Vigili del Fuoco e della comunità.
“In tutte le occasioni, pure al di fuori delle ricorrenze ci chiamano spesso, anche solo per un saluto. Ci sono sempre vicini, non solo i Vigili del Fuoco ma tutta la città”.
Durante la celebrazione, don Giacomo d’Anna ha ricordato non solo i tre pompieri di Quargnento, ma anche i carabinieri (Marco Piffari, Davide Berna e Valerio Daprà) caduti recentemente nello scoppio della cascina di Castel D'Azzano nel veronese.
“Preghiamo anche per loro, per le loro famiglie – ha detto ribadendo il senso della vita eterna -. Se da Dio siamo venuti, da Lui dobbiamo tornare”.
Dopo la messa, i vigili del fuoco presenti, insieme ai familiari e agli amici di Nino, si sono recati alla rotonda dei caduti, dove è stato reso un simbolico omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita in servizio, in un abbraccio simbolico che ha unito il silenzio della memoria al calore della riconoscenza.
E mentre le sirene si sono spente e la chiesa è tornata al silenzio, è rimasto acceso quel fuoco che Nino portava dentro: la passione per il servizio, il coraggio di chi soccorre, la dignità di chi non si volta mai dall’altra parte. Il suo nome continuerà a vivere nei racconti dei colleghi, nel cuore dei familiari e negli occhi di ogni bambino che, guardando passare un camion rosso, sogna di diventare un eroe.