Nasce GAIA, il progetto calabrese che rende il gioco accessibile e inclusivo per i bambini con autismo

Autore Giorgia Rieto | dom, 09 nov 2025 18:00 | Inclusione Gaia Calabria

Ricerca, tecnologia e sensibilità sociale insieme per un'infanzia senza barriere


Giocare è un diritto universale, un linguaggio che unisce e appartiene a ogni bambino. Anche a chi, per difficoltà nella comunicazione o nella comprensione delle emozioni, spesso resta ai margini del gioco e della socialità.

Da questa convinzione nasce GAIA – Giochi Accessibili e Inclusivi per bambini con Autismo, un progetto di ricerca interamente calabrese, finanziato dalla Regione Calabria e realizzato da TEA Srl (capofila), Studio Rubino Srl , Ober Srl e Università della Calabria.

Il kick-off meeting che segnerà l'avvio ufficiale dell'iniziativa si terrà venerdì 14 novembre alle ore 10.30 presso la sede operativa di TEA, a Catanzaro. Sarà l'occasione per presentare un percorso innovativo che unisce ricerca scientifica, tecnologia e sensibilità sociale con l'obiettivo di rendere il gioco un'esperienza realmente inclusiva.

GAIA mira a progettare e realizzare giochi multisensoriali e interattivi in ​​grado di stimolare curiosità e creatività, offrendo ai bambini autistici nuove modalità per conoscere, comunicare ed esprimere le proprie emozioni.
Un'evoluzione naturale del precedente progetto AIVES, che aveva portato la tecnologia al servizio dell'arte, con riproduzioni tattili e sensoristica per la fruizione universale delle opere artistiche.

Oggi, quell'esperienza si trasforma e si apre al mondo dell'infanzia: GAIA si rivolge ai bambini autistici in età prescolare e scolare (0-12 anni) , con l'intento di rendere il gioco tangibile, multimaterico e relazionale.
Il progetto punta a creare un nuovo terreno di incontro comunicativo tra bambino e caregiver, dove collaborazione, partecipazione e socialità diventano il cuore pulsante dell'esperienza ludica.

La ricerca esplorerà anche le potenzialità dell'intelligenza artificiale , per rendere i giochi adattivi e personalizzati, capacità di rispondere ai diversi livelli di attenzione, motilità e coinvolgimento di ogni bambino.

«L'obiettivo non è solo insegnare o riabilitare, ma far divertire e creare legami», sottolineano i ricercatori del progetto. «Perché il gioco è, e deve restare, un terreno comune per tutti i bambini».

GAIA vuole così dimostrare che l'innovazione può essere anche inclusione, e che la tecnologia, quando guidata da empatia e visione sociale, può diventare un potente strumento per abbattere le barriere e ripristinare i diritti.

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