Bronzi di Riace, nuovo studio riapre il mistero: "Per due millenni nei fondali della Sicilia"

Autore Giorgia Rieto | lun, 10 nov 2025 14:49 | Calabria Sicilia Bronzi Di Riace

Pubblicata sull’Italian Journal of Geosciences la ricerca che rilancia l’ipotesi siciliana

Un nuovo studio multidisciplinare, pubblicato sull'Italian Journal of Geosciences, rivista scientifica internazionale della Società Geologica Italiana, riaccende il dibattito sull'origine dei Bronzi di Riace.

Secondo la ricerca, condotta da un team di 15 studiosi provenienti da sei università italiane – Catania, Ferrara, Cagliari, Bari, Pavia e Reggio Calabria – le due celebri statue non sarebbero rimaste per oltre duemila anni nei fondali calabresi di Riace, bensì in acque molto più profonde, compatibili con quelle della costa ionica siciliana di Brucoli.

Lo studio, che ha analizzato l'originaria giacitura sottomarina dei Bronzi, concentrandosi sulle patine di alterazione e sul biota marino presente sulla superficie delle statue, fornisce elementi che sembrano smentire la versione storicamente accettata del ritrovamento.
Le tracce rilevate nei bassi fondali di Riace – appena 8 metri di profondità – sarebbero infatti compatibili solo con pochi mesi di permanenza , probabilmente immediatamente precedenti al clamoroso ritrovamento avvenuto nell'agosto del 1972.

Al contrario, la presenza di serpulidi circalitorali, croste di coralligeno e patine di solfuro di rame – tipiche di ambienti anaerobi e scarsamente illuminati, tra i 70 ei 90 metri di profondità – indicarebbe che le statue rimasero per secoli in condizioni marine completamente diverse.

Una scoperta che si innesta nell'ormai storica “ipotesi siciliana”, formulata negli anni '80 dall'archeologo americano Robert Ross Holloway , secondo il quale i Bronzi sarebbero affondati al largo della Sicilia durante i trafugamenti dei Romani a Siracusa nel 212 aC e, solo in epoca moderna, nascosti nei fondali di Riace da archeotrafficanti, in attesa di essere venduti all'estero.

«La più grande novità di questa ricerca – spiegano lo studioso Anselmo Madeddu e il professore Rosolino Cirrincione , geologo dell'Università di Catania – è che per la prima volta si propone un'interpretazione unitaria e coerente della storia dei Bronzi, basata su un approccio multidisciplinare che integra nuovi dati scientifici e revisioni critiche delle evidenze già note».

Se confermata, la ricerca potrebbe rappresentare una svolta storica nella comprensione delle vicende dei due capolavori bronzei, simbolo assoluto della Magna Grecia e della Calabria nel mondo, riaprendo un mistero che da oltre cinquant'anni continua ad affascinare studiosi e appassionati di tutto il mondo.

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