Maggioranza in fuga: l’Aula si svuota e per Falcomatà è tempesta aperta

Autore Grazia Candido | sab, 29 nov 2025 13:24 | Crisi Falcomatà Rottura Consiglio Comunale

Crisi a Palazzo San Giorgio, il consiglio si spacca e la consiliatura trema

Clima incandescente questa mattina in Aula “Pietro Battaglia”, dove il consiglio comunale si è aperto con un segnale politico tutt’altro che incoraggiante per l’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà. A sorprendere, ma non troppo, è stata infatti l’assenza dai banchi della maggioranza dei consiglieri del Partito Democratico e di Rinascita Comune. Una scelta che, fin dalle prime battute, ha lasciato intendere la fragilità degli equilibri interni e un accordo tra il PD e il sindaco che, solo poche ore fa, sembrava ancora possibile.

A garantire il numero legale per l’avvio dei lavori sono stati invece i consiglieri di “Red”, entrati regolarmente in aula insieme a quelli di minoranza. Ma il clima, già teso, si è acceso ulteriormente quando il capogruppo di Forza Italia, Federico Milia, ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno di un punto dedicato al tema delle circoscrizioni, questione da tempo al centro del dibattito cittadino.

Una richiesta che ha immediatamente innescato la reazione del consigliere Giuseppe Giordano, il quale ha domandato la sospensione dei lavori per consentire alla conferenza dei capigruppo di valutare la proposta. Un passaggio tecnico, certo, ma che ha messo ancora più in evidenza l’incapacità della maggioranza di procedere con passo compatto.

A intervenire nel confronto è stato anche il consigliere di opposizione Saverio Pazzano, che ha richiamato l’intero consiglio a un’assunzione di responsabilità in vista della fine della consiliatura: “È fondamentale – ha dichiarato – chiudere la consiliatura con responsabilità discutendo sul ripristino delle circoscrizioni, sulla questione di piazza del Popolo e sull’istituzione della Casa della Memoria”.

Parole che hanno risuonato come un invito, ma anche una critica implicita alla maggioranza, sempre più in difficoltà.

Per il sindaco Falcomatà la situazione non appare affatto rosea. Le assenze in aula del PD e di Rinascita Comune hanno rappresentato un campanello d’allarme evidente, l’ennesimo in una fase politica che sembra avviarsi verso una crisi definitiva.

Nel corridoio dell’aula già si mormora che, a questo punto, potrebbe essere necessario uno “scatto d’orgoglio” collettivo: una assunzione di responsabilità che passi persino attraverso le dimissioni dei consiglieri, prima che la paralisi amministrativa si traduca in un danno irreversibile per la città. Dimettersi senza attendere chi farà la prima mossa: un gesto estremo, ma per alcuni osservatori ormai inevitabile.

La seduta odierna non ha solo mostrato crepe politiche: le ha trasformate in vere e proprie voragini. E mentre l’amministrazione tenta di restare in piedi, l’opposizione affila le armi e chiede chiarezza, trasparenza e, soprattutto, decisioni.

Il futuro del consiglio comunale e dell’intera consiliatura, potrebbe decidersi nelle prossime ore. Una cosa è certa: la crisi non è più strisciante. È entrata in aula. E da lì non sembra intenzionata a uscire presto.


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