Reggio Calabria, per il secondo anno consecutivo ultima nella classifica della qualità della vita: numeri, cause e riflessioni

Autore Giorgia Rieto | lun, 01 dic 2025 16:35 | Qualità-Della-Vita Reggio Calabria

Peggioramento diffuso dei singoli indicatori che compongono la graduatoria

Per il secondo anno consecutivo, Reggio Calabria occupa l’ultima posizione nella classifica della qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore. Ma il dato più preoccupante non è solo la posizione assoluta: è il peggioramento diffuso dei singoli indicatori che compongono la graduatoria. Se nel 2024 la provincia risultava oltre la centesima posizione in 16 indicatori su 90, nel 2025 questo numero sale a 27. Un segnale chiaro di un abbassamento complessivo delle condizioni di vita di un territorio che, sulla carta, sembrerebbe avere tutto per garantire ai propri cittadini un buon livello di benessere.

La classifica tiene conto di vari criteri: affari e lavoro, ambiente e servizi, ricchezza e consumi, salute, istruzione, sicurezza, tempo libero, mobilità e servizi sociali. Reggio Calabria segna il 107° posto generale, risultato della combinazione di indicatori preoccupanti: 107° per affari e lavoro, 107° per ambiente e servizi, 101° per ricchezza e consumi. Tra i numeri più significativi, il reddito medio pro capite è poco più di 15.000 euro, inferiore alla pensione minima di vecchiaia (21.000 euro), e il 40,6% delle famiglie ha un Isee sotto i 7.000 euro.

Non sorprende, dunque, che il territorio sia caratterizzato da una forte emigrazione: il saldo migratorio totale è negativo (-2,5), con giovani e pensionati che lasciano la città in cerca di migliori opportunità lavorative, servizi sanitari più efficienti o per ricongiungersi con figli e nipoti al Nord. La provincia è ultima anche per molti indicatori relativi ad affari e lavoro, mentre è solo trentesima per start up innovative.

Il contrasto tra bellezza paesaggistica e degrado urbano è evidente. Entrando in città dalla bretella del porto, il lungomare con lo Stretto di Messina e l’Etna innevato appare un vero e proprio spettacolo naturale. Tuttavia, appena ci si sposta nelle periferie e nei comuni della provincia, dalla Locride alla Piana di Gioia Tauro fino all’Aspromonte, emergono strade dissestate, incuria diffusa e segni evidenti di abbandono.

In sintesi, i dati del Sole 24 Ore non raccontano solo numeri, ma una storia più complessa: quella di un territorio ricco di bellezze naturali e culturali, ma che paga un pesante prezzo in termini di disuguaglianza sociale, inefficienza dei servizi e opportunità lavorative limitate. La sfida per Reggio Calabria è quindi duplice: migliorare le condizioni materiali e infrastrutturali della città e costruire un progetto di sviluppo sostenibile e credibile, capace di trattenere giovani e famiglie e restituire fiducia a chi vive qui.

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