Per l'Immacolata, la "fuga" di Mario da Milano: "Avevo bisogno di abbracciare i miei"

Autore Grazia Candido | lun, 08 dic 2025 14:30 | Viaggi Ponte-Dell’immacolata Studenti-Fuori-Sede Famiglia

Tantissimi studenti cercano di tornare a casa per le feste, ma i rincari rendono il viaggio un’impresa

Per molti studenti e lavoratori fuori sede, il ponte dell’Immacolata rappresenta ogni anno una delle poche occasioni per tornare a casa e riabbracciare la famiglia. Ma il 2025 non fa eccezione alle difficoltà logistiche e ai costi ormai fuori controllo. Tra rincari record su treni e voli, prenotazioni esaurite in poche ore e lunghe code nelle stazioni, non tutti sono riusciti a farcela.

Mario, studente di ingegneria al Politecnico di Milano, è tra i fortunati che sono riusciti a rientrare “anche solo per un giorno” nella sua città, Reggio Calabria. Un viaggio breve ma prezioso, carico di sentimenti e di riflessioni.

“Sono riuscito a prendere un treno solo perché ho messo la sveglia alle 5 del mattino tre settimane fa per accaparrarmi un posto - scherza Mario, mentre racconta la sua mini-fuga festiva -. Quando ho visto il prezzo del biglietto, ho pensato che forse conveniva comprare direttamente una locomotiva usata”.

Il giovane studente, però, sa di essere stato fortunato: “Io sono riuscito a tornare, ma ho tanti amici e colleghi che sono rimasti a Milano. Chi perché non ha trovato posto, chi perché i costi erano semplicemente fuori budget. Avevo bisogno di respirare l’aria di casa, abbracciare i miei, nonostante tutto Reggio è casa mia per sempre”.

Il ponte dell’Immacolata ha registrato un vero e proprio tutto esaurito in molte tratte ferroviarie e aeree. Insomma, un’Italia che si muove in massa, che vuole tornare a casa, ma che deve scontrarsi con costi e disservizi sempre più pesanti.

Seduto alla tavola imbandita dalla madre, Mario confessa: “È bello essere qui, anche solo per 24 ore. Ma mi sento quasi in colpa per chi non ce l’ha fatta a tornare. Penso ai miei compagni di corso che oggi sono rimasti da soli nei loro appartamenti milanesi, o che hanno rinunciato perché un biglietto costava quanto una rata di affitto”.

Poi aggiunge, con un sorriso ironico: “Gli ho promesso che mangerò anche per loro e conoscendo mia madre, manterrò la promessa senza problemi”.

Domani Mario sarà di nuovo sul treno verso Milano, pronto a riprendere lezioni, laboratori e progetti.

“Porto con me solo un giorno di famiglia, ma vale tantissimo – dice -. Spero solo che, prima o poi, tornare a casa non diventi un lusso”.

Il desiderio di tanti studenti e lavoratori rimane lo stesso: poter viaggiare senza dover fare i conti con ostacoli economici e logistici sempre più impegnativi. Perché, soprattutto durante le feste, un posto a tavola non dovrebbe mai dipendere dal prezzo di un biglietto.


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