Giovanna: “La mia battaglia più difficile, ma non sono sola. A Reggio Calabria ho trovato chi lotta con me”

Autore Grazia Candido | mer, 10 dic 2025 12:32 | Battaglia Cancro Malati Gom Sanita

La testimonianza di una donna che combatte il cancro e chiede una sanità calabrese più forte e vicina ai pazienti

Una lettera intensa, scritta con la forza di chi non vuole arrendersi. È la testimonianza di Giovanna, una donna che sta affrontando “la battaglia più difficile della sua vita”: il cancro. Da anni combatte contro una malattia che la indebolisce, che a volte la piega, ma non è mai riuscita a spezzarne la determinazione.

Giovanna ha scelto di curarsi a Reggio Calabria, in una terra spesso raccontata più per le sue criticità che per le sue eccellenze. Nella sua storia, c’è il riconoscimento lucido di ciò che non funziona, attese, carenze, strutture che avrebbero bisogno di più risorse e più attenzione, ma c’è soprattutto un messaggio forte, che ribalta il racconto più semplice e superficiale: la Calabria ha professionisti che ogni giorno combattono con i pazienti e per i pazienti.

Giovanna parla dei medici e degli infermieri del GOM come di una seconda famiglia. Racconta i loro occhi stanchi, le loro parole sempre misurate, i momenti di sconforto condivisi, ma anche le risate che sgorgano quando un esame va bene, quando un passo avanti sembra finalmente possibile.

Non tutti i percorsi purtroppo hanno un lieto fine e Giovanna lo riconosce senza retorica.

“È il destino, la fortuna, il fato, la volontà di Dio… chiamalo come vuoi - scrive -. Ma ciò che fa la differenza, per chi combatte contro un tumore, è sapere di non essere mai lasciato solo".

E lei, a Reggio Calabria, non lo è. Il suo appello è rivolto al Governo regionale e a quello nazionale: investire di più, intervenire con decisione, far sì che la sanità calabrese non sia costretta a vivere in perenne emergenza.

Giovanna sogna il giorno in cui nessun paziente dovrà più lasciare la propria città per inseguire una cura. Nessuna madre dovrà allontanarsi dai figli, nessun lavoratore dovrà interrompere la propria vita, nessuno dovrà sentirsi sradicato proprio nel momento in cui avrebbe più bisogno di stabilità e vicinanza.

La lettera si chiude con un grazie sincero. Un grazie pieno, commosso, rivolto ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari del GOM di Reggio Calabria. A chi resta anche nei giorni di festa, a chi veglia accanto ai pazienti nei momenti più difficili, a chi riesce con un gesto, una parola, un sorriso a far sentire meno soli e meno malati.

È la testimonianza di una donna che lotta, ma anche di una cittadina che crede nella sua terra e vuole vederla crescere.

Una lettera che diventa un invito: riconoscere ciò che non va, sì, ma anche valorizzare chi ogni giorno, silenziosamente, rende possibile la speranza.


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