Il Codacons definisce la Determina 931/2025 “un guscio vuoto” che tenta di correggere un grave danno economico e finanziario
La Codacons torna all’attacco contro il cosiddetto “sistema CERBERO” dell’Amministrazione Caminiti, definendo la Determina n. 931 dell’11 dicembre 2025 una vera e propria “bomba giuridica”. A firmare il comunicato è stata Antonia Condemi, che denuncia gravi irregolarità nell’atto amministrativo.
Secondo l’associazione, il provvedimento presenta numerosi vizi: innanzitutto non richiama alcuna Delibera di Giunta, rendendo illegittima l’attivazione, modifica e finanziamento di un servizio esterno senza alcun indirizzo politico. Il sistema di videosorveglianza OCR, spiegano i vertici della Codacons, può essere autorizzato solo dalla Giunta, rendendo la procedura totalmente priva di base programmatoria.
Non mancano poi le anomalie contabili: la determina avrebbe manipolato i numeri degli accertamenti, dividendo la soglia comunitaria di 140.000 euro per 25 euro a pratica, arrivando a 5.600 accertamenti, senza indicare se si riferiscano a periodo mensile o annuale. I dati reali, invece, parlerebbero di 7.000 accertamenti in soli tre mesi, suggerendo una stima artificiosa pensata per rimanere sotto la soglia e aggirare la gara europea.
Le criticità, secondo il Codacons, non finiscono qui:
L’atto non ha visto contabile né attestazione di copertura, e non è registrato alcun impegno;
Non è indicata la durata del servizio, rendendo impossibile imputare la spesa a bilancio;
Non compare nel DUP né nella programmazione biennale degli acquisti;
Non assegna risorse alla Polizia Locale, priva di PEG per impegnare fondi;
Mancano il CIG e un oggetto chiaro dell’atto, con un impegno reale di soli 35 euro e una prenotazione di 170.800 euro.
“È chiaro – scrive Condemi – che il Comune non può gestire in proprio la mole di accertamenti, il che significa che fino ad oggi il sistema automatico era vietato dalla legge e quindi nullo alla radice, con un aggravio di spesa per ogni verbale generato dalla società Hypnos srl”.
Il Codacons definisce la Determina 931/2025 “un guscio vuoto” che tenta di correggere un grave danno economico e finanziario, ma senza copertura, durata, programmazione, indirizzo politico o CIG, e che rischia di non reggere davanti a Prefettura, Corte dei Conti, ANAC, Garante Privacy o Procura.
L’associazione ribadisce che il tentativo dell’Amministrazione Caminiti di difendere il “sistema CERBERO”, già contestato per aspetti tecnici, giuridici e di privacy, ha prodotto atti gravemente viziati, dimostrando una gestione approssimativa e rischiosa per l’ente e per i cittadini.