Assegnazioni provvisorie, sette cattedre “negate” e poi date a supplenti: il caso Furfaro si riaccende

Autore Giorgia Rieto | gio, 11 dic 2025 18:07 | Caso-Furfaro Calabria Insegnanti Reggio Calabria

L’ordinanza del Tribunale e il mancato rispetto da parte dell’Ufficio Scolastico di Reggio Calabria

Torna al centro dell’attenzione una vicenda che abbiamo già raccontato e che ora si arricchisce di sviluppi ancora più rilevanti sul piano amministrativo, giuridico e umano. Riguarda il docente Giorgio Furfaro, insegnante di ruolo della classe di concorso A023 – Italiano L2, con gravi difficoltà familiari documentate, e il mancato accoglimento della sua domanda di assegnazione provvisoria nell’area metropolitana di Reggio Calabria.

Il 24 novembre 2025, il Tribunale del Lavoro di Crotone ha emesso un’ordinanza cautelare che accoglie integralmente il suo ricorso, riconoscendo che l’Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria, diretto dal dott. Antonino Domenico Cama, ha agito in violazione delle norme contrattuali e delle procedure previste.

Il nodo centrale: sette cattedre dichiarate “inesistenti”, poi assegnate a supplenti

Secondo quanto ricostruito dal Tribunale, il docente aveva inoltrato regolare richiesta di assegnazione provvisoria a luglio. Tuttavia, il 19 agosto l’USP di Reggio Calabria aveva risposto comunicando “assenza di disponibilità” sulla A023.

Una settimana più tardi, però, lo stesso Ufficio ha assegnato sette cattedre sulla A023 e una su AS23 a docenti precari da GPS.

Il Giudice, nell’ordinanza, scrive:

«Sebbene l’amministrazione alla data del 22 agosto fosse a conoscenza della disponibilità di n. 7 posti vacanti in organico di diritto per la A023 [...], decideva di non destinarli all’assegnazione provvisoria, in spregio alla contrattazione collettiva integrativa».

E ancora:

«L’USP metteva a disposizione e poi assegnava tali posti, prima negati al ricorrente per asserita indisponibilità, a docenti provenienti da GPS, assumendo una decisione manifestamente irragionevole e in contrasto con l’ordine delle operazioni, che prevede le assegnazioni provvisorie prima delle supplenze.»

Due supplenti licenziate per mancanza dei titoli

La situazione è ulteriormente degenerata nel corso dell’autunno:

  • 26 settembre: revoca del primo contratto per mancanza dei titoli;

  • 15 ottobre: licenziamento di una seconda supplente per lo stesso motivo.

Il posto, dopo il secondo licenziamento, è scomparso dagli elenchi ufficiali, e non è chiaro se resti vacante in organico di diritto o sia stato riassegnato in altro modo.

Le conseguenze più gravi ricadono sugli studenti interessati: parliamo di minori stranieri, tra i più fragili del sistema scolastico, che si sono ritrovati senza un docente titolato per l’insegnamento dell’Italiano L2 e con un doppio cambio a inizio anno.

L’ordinanza non viene eseguita: chiesto un commissario ad acta

Nonostante l’urgenza riconosciuta dal giudice, dopo oltre due settimane l’USP non ha ancora dato esecuzione al provvedimento.

L’avvocato del docente, Pietro Siviglia, dopo diffide e solleciti, ha depositato un’istanza per la nomina di un commissario ad acta, affinché un soggetto terzo obblighi l’amministrazione a rispettare l’ordinanza.

Una mancata esecuzione che, col passare dei giorni, potrebbe aprire la strada a:

  • responsabilità disciplinari;

  • richieste di risarcimento per i lunghi viaggi tra Reggio Calabria e Isola di Capo Rizzuto;

  • danno familiare;

  • spese legali aggiuntive;

  • ulteriore dispendio di denaro pubblico.

Una vicenda che riguarda non solo un docente, ma un intero sistema

La lettera arrivata in redazione sottolinea che questo caso tocca questioni più ampie:

  • la corretta gestione dei posti vacanti;

  • il rispetto della precedenza per l’assegnazione provvisoria;

  • il diritto dei lavoratori pubblici alla famiglia;

  • l’integrazione linguistica dei minori stranieri;

  • la trasparenza degli Uffici Scolastici Provinciali;

  • l’obbligo degli enti periferici del Ministero di eseguire le ordinanze dei Tribunali.

Il docente conclude dichiarando:

«Ringrazio l’avvocato Siviglia per la professionalità dimostrata. Mi auguro che sindacati e istituzioni prendano posizione. Rendo disponibili gratuitamente le competenze maturate sul tema per chi si trovasse in situazioni simili. Spero di realizzare un articolo scientifico su questo caso.»

La redazione resta a disposizione per ulteriori approfondimenti, anche alla luce dell’importanza nazionale che il caso potrebbe assumere sul piano del rispetto delle norme e del funzionamento degli Uffici Scolastici nel Paese.

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