L'istituto reggino custode di una tradizione culturale che continua a raccontare l’anima greca del territorio
γλῶσσα γρέκα (Ελληνική) τῆς Καλαβρία, glossa grèca tis Kalavrìa: è una lingua arcaica che possiede nel suo vocabolario molte parole derivate dal greco dorico.
Tale lingua era parlata in tutta la Calabria meridionale fino al XV-XVI secolo ed è formalmente una lingua minoritaria appartenente alla minoranza linguistica greca d'Italia insieme alla Grecìa Salentina.
Il liceo classico "Tommaso Campanella" promuove la valorizzazione di questa antica lingua e della cultura dei greci di Calabria quale elemento identitario dell'appartenenza ad una civiltà che ha, con il suo spessore etico, morale e culturale, influenzato il mondo intero.
“La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca. Persino le donne che, a vedermi disteso in un campo come un morto, dicono “Este u’ confinatu, lo dicono e lo fanno con una tale cadenza ellenica che io mi immagino di essere Ibico e sono bello e contento. I colori della campagna sono greci. Rocce gialle o rosse, verdechiaro di fichindiani e agavi, rose di leandri e gerani, a fasci dappertutto, nei campi e lungo la ferrata, e colline spelacchiate brunoliva”.
Così il Presidente del circolo culturale "Apodiafazzi" Carmelo G. Nucera, nell'incontro con il Dirigente Scolastico Lucia Zavettieri, in cui sono stati donati alla biblioteca del liceo classico testi inerenti alla lingua e alla cultura greca di Calabria.