Durante il dibattito, Legambiente ha illustrato le dieci proposte, condivise con il Comune di Reggio Calabria
A trent’anni dalla misteriosa morte del Capitano di fregata Natale De Grazia, simbolo di integrità e impegno civile, Legambiente torna a chiedere verità e giustizia. Dalla tappa reggina della Carovana della Memoria, organizzata in stretta collaborazione con il Comune di Reggio Calabria, l’associazione ambientalista ha presentato dieci proposte operative rivolte al Parlamento, al Governo, alle istituzioni europee e internazionali.
L’obiettivo: ricostruire il quadro sui traffici illegali di rifiuti, sugli affondamenti sospetti di navi nel Mediterraneo e sulle circostanze che il 12 dicembre 1995 portarono alla morte dell’ufficiale della Capitaneria di Porto, colto da un improvviso malore mentre era in missione investigativa. Una vicenda segnata da dubbi, omissioni e ombre, aggravata nel 2012 dalla superperizia della Commissione parlamentare d’inchiesta, che attribuì il decesso a una “causa tossica”.
L’evento a Reggio Calabria: memoria, denuncia e proposteLa giornata reggina si è aperta nell’Aula Magna del Liceo “L. Da Vinci” con un reading teatrale dedicato alle “navi a perdere”, a cura di Andrea Carnì e Fabio Macagnino, per poi proseguire nel pomeriggio con l’incontro pubblico “Trent’anni di impegno per la verità e la giustizia”, nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio.
Durante il dibattito, Legambiente ha illustrato le dieci proposte, condivise con il Comune di Reggio Calabria, per riaprire e approfondire i fronti investigativi su cui stava lavorando De Grazia:
Nuova indagine parlamentare sui traffici di rifiuti e sugli affondamenti sospetti nel Mediterraneo;
Analisi e riordino della documentazione prodotta nelle precedenti legislature;
Acquisizione di ulteriori atti, compresi quelli relativi ad archiviazioni;
Desecretazione di tutti i documenti disponibili, inclusi eventuali atti del Sios, salvo quelli inerenti alla sicurezza nazionale;
Raccolta di nuove testimonianze;
Ricorso a tecnologie avanzate per il monitoraggio dei fondali e la mappatura dei relitti.
Alle istituzioni nazionali viene chiesto di finanziare un nuovo programma di ricerca sugli affondamenti sospetti, promesso nel 2020 e mai avviato, mentre la Regione Calabria dovrebbe integrare il monitoraggio dei fondali nelle aree a rischio. Alla Commissione Europea e all’UNEP Legambiente chiede di acquisire tutta la documentazione esistente e avviare un progetto di ricerca internazionale.
Ciafani: “Il Paese non può permettersi altri silenzi”“Il Capitano De Grazia era vicino alla verità – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – e il Paese non può più permettersi altri silenzi. Chiediamo un impegno concreto per fare piena luce sulla sua morte e su ciò che stava indagando. La sua figura resta un simbolo di coraggio e dedizione al bene pubblico”.
Anche il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali, ha ribadito la necessità di non disperdere l’eredità morale dell’ufficiale.
Le istituzioni presentiAll’incontro sono intervenuti, tra gli altri:
Rita De Grazia, Nicola Irto, Tilde Minasi, Sandro Ruotolo, Francesca Rispoli, Ammiraglio Vincenzo Leone, Alessandro Bratti, Anna Parretta, Nuccio Barillà, Daniele Cartisano, Enrico Fontana, Stefano Sarti e diversi testimoni che hanno collaborato alle indagini o alle battaglie civili legate al caso.
Domani, sabato 13 dicembre, Reggio Calabria renderà ancora omaggio al Capitano De Grazia con due momenti solenni:
Alle 9.00, intitolazione della Scuola Primaria di Via Quarnaro a Gallico;
Alle 10.30, intitolazione del Lungomare di Gallico, con la scopertura della targa “Lungomare Natale De Grazia”.
Il percorso commemorativo, partito il 3 dicembre da Ricadi, ha attraversato varie città italiane prima di approdare a Reggio Calabria e La Spezia, luoghi simbolo della vicenda De Grazia. Un viaggio tra memoria, giustizia e impegno civile per ricordare un uomo che non ha mai smesso di servire lo Stato, fino all’ultimo istante.