Inclusione, merito e diritti fondamentali al centro dei sogni della comunità
A pochi giorni dalle feste, una giovane mamma reggina scrive una lettera aperta alla politica locale per richiamare l’attenzione sull’urgenza dell’inclusione, del diritto alla casa e di una città capace di prendersi cura dei più fragili. Un appello civile e sincero che parte dall’educazione dei figli e arriva alla richiesta di una Reggio Calabria più giusta, meritocratica e responsabile verso il proprio futuro.
"Mi chiamo Giovanna, sono una giovane
mamma e, a pochi giorni dal Natale, sento il bisogno di rivolgermi ai politici
di Reggio Calabria e della
Calabria tutta. Non per polemica, ma per responsabilità. Perché
il Natale, se ha un senso, è anche il tempo in cui si ha il dovere di guardare
con onestà ai più fragili e chiedersi che tipo di società stiamo costruendo. Parlo di inclusione vera,
non di parole buone per i comunicati. Parlo del diritto fondamentale ad avere un luogo dove
abitare, una casa e una città capaci di offrire a tutti la
possibilità di vivere senza barriere, con servizi adeguati, con attenzione alle
fragilità fisiche, sociali ed economiche. Una società che sostiene chi è fragile
e non che lo abbandona o, peggio, lo schiaccia. Ogni giorno, nel mio
piccolo, mi impegno a fare la mia parte. Educo i miei tre figli al rispetto degli
altri, a non abbattersi davanti alle difficoltà, a fare sempre del loro meglio
a scuola, a impegnarsi con costanza. Li educo alla gentilezza, al valore delle
regole e del vivere insieme. Li educo a rispettare la loro città, Reggio Calabria,
una città bellissima e complessa, piena di contraddizioni, ma anche di
potenzialità straordinarie. Cerco di insegnare loro che
questa terra merita impegno, non rassegnazione. Che studiare e lavorare bene può
e deve servire per restare qui, per non essere
costretti a lasciare la propria casa, i propri nonni, i propri genitori. Perché
nessun giovane dovrebbe essere obbligato ad andare via per poter costruire un
futuro dignitoso. E allora mi chiedo, e vi
chiedo: che città stiamo offrendo ai nostri figli? Il mio augurio per questo
Natale è semplice ma profondo: una città più sincera con se stessa,
guidata da uomini e donne che amministrino davvero per il bene collettivo
e non per l’interesse personale. Una città inclusiva e non escludente,
capace di riconoscere e valorizzare le fragilità come parte della comunità, non
come un problema da nascondere. Soprattutto, sogno una
città dove il merito
venga finalmente riconosciuto, sostenuto e premiato, e non
mortificato o ignorato. Perché senza giustizia, senza equità e senza rispetto,
non può esserci futuro. Questo è il Natale che
auguro ai miei figli.
Questo è il Natale che auguro a Reggio Calabria".
Giovanna, mamma e cittadina