Musella: "Referendum e Giustizia, tra propaganda politica e responsabilità civica"

Autore Redazione Web | dom, 14 dic 2025 12:27 | Giustizia Magistratura Musella Referendum

Mancano ancora tre mesi al voto, ma il dibattito si sta trasformando in uno scontro tra fazioni

"Mancano ancora tre mesi al voto referendario ma il clima si sta rivelando gia'incandescente. Quella che dovrebbe essere un tema di civiltà, si sta trasformando in una becera  strumentalizzazione tra destra e sinistra, tra opposizione e governo".

Così Adriana Musella, già Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".
"Tale non e' e non puo' essere consentito che sia. Come non puo' essere consentito di usare la campagna referendaria come una crociata contro o pro la magistratura - continua -.  La Giustizia e' un diritto dei cittadini e dovrebbe essere super partes. La politica di fazione deve rimanerne fuori. Una certa parte, invece, ha sempre usato la magistratura come arma contro l'avversario e anche in questa occasione sta dando il meglio di sè, mettendo in campo tutte le proprie truppe cammellate che al di là di qualsiasi coscienza critica, seguono in gregge".
Per la Musella "il problema, invece, è molto serio perchè ha a che fare con la vita di ciascuno di noi e meriterebbe riflessione, non propaganda".
"Personalmente, avendo sperimentato da molto vicino il problema, sono schierata per il SI e non per ideologia o per appoggiare una parte politica e tanto meno per declassare il ruolo della magistratura che rispetto, ma per profonda convinzione. I magistrati non possono essere schierati da una parte o dall'altra e raggruppandosi in  correnti lo sono. Il colore di fazione non puo' inficiare l'imparzialità che l'esercizio della Giustizia richiede, deve uscire fuori dalle aule giudiziarie per lasciare spazio a quella credibilità che nei cittadini è venuta meno. Ho sempre difeso la magistratura ciecamente, oggi credo sia necessario difendere la Giustizia, esercitando una netta distinzione". 

 



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