Mancano ancora tre mesi al voto, ma il dibattito si sta trasformando in uno scontro tra fazioni
"Mancano ancora tre mesi al voto referendario ma il clima si sta rivelando gia'incandescente. Quella che dovrebbe essere un tema di civiltà, si sta trasformando in una becera strumentalizzazione tra destra e sinistra, tra opposizione e governo".
Così Adriana Musella, già Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia "Riferimenti".
"Tale non e' e non puo' essere consentito che sia. Come non puo' essere consentito di usare la campagna referendaria come una
crociata contro o pro la magistratura - continua -. La Giustizia e' un diritto dei cittadini e dovrebbe essere super partes. La politica di fazione deve rimanerne fuori. Una certa parte, invece, ha sempre usato la magistratura come arma contro
l'avversario e anche in questa occasione sta dando il meglio di sè, mettendo
in campo tutte le proprie truppe cammellate che al di là di qualsiasi
coscienza critica, seguono in gregge".
Per la Musella "il problema, invece, è molto serio perchè ha a che fare con la vita di
ciascuno di noi e meriterebbe riflessione, non propaganda".
"Personalmente, avendo sperimentato da molto vicino il problema, sono schierata
per il SI e non per ideologia o per appoggiare una parte politica e tanto meno
per declassare il ruolo della magistratura che rispetto, ma per profonda convinzione. I magistrati non possono essere schierati da una parte o dall'altra e
raggruppandosi in correnti lo sono. Il colore di fazione non puo' inficiare l'imparzialità che
l'esercizio della Giustizia richiede, deve uscire fuori dalle aule giudiziarie
per lasciare spazio a quella credibilità che nei cittadini è venuta meno. Ho sempre difeso la magistratura ciecamente, oggi credo sia necessario difendere la
Giustizia, esercitando una netta distinzione".