Mariachiara Falcomatà vince il Premio GenerAzione – EneganArt 2025

Autore Redazione Web | mar, 16 dic 2025 07:22 | Mariachiara-Falcomatà Premio-Generazione-–-Eneganart-2025 Opera

L’artista reggina si aggiudica il riconoscimento speciale “Save The Planet” 

Un riconoscimento che porta il nome della Calabria fuori dal territorio: Mariachiara Falcomatà (Reggio Calabria, 1998), artista visiva, educatrice museale e content creator, è tra i vincitori del Premio GenerAzione – EneganArt 2025, concorso nazionale di arte attuale giunto alla sua ottava edizione e promosso da Enegan Spa.

L’artista si è aggiudicata il premio speciale “Save The Planet”, assegnato da Enegan Spa e Save The Planet APS nel corso della cerimonia di premiazione svoltasi il 13 dicembre alla Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze, a conclusione della mostra dei 18 finalisti inaugurata il 6 dicembre scorso. A convincere la giuria è stata la serie “Necessità di vita. Un’esistenza scritta sulle ali”, composta da quaranta illustrazioni ad acquerello, premiata per la sua correlazione alla questione ecologica e alle conseguenze generate dall’intervento dell’uomo sui territori.

L’opera, che entrerà a far parte della collezione di arte contemporanea di Enegan Spa, si inserisce pienamente nel tema “GenerAzione”, titolo e filo conduttore dell’edizione 2025 del premio.

La selezione è avvenuta a cura di una giuria tecnica composta da Ileana Mayol (ideatrice e coordinatrice responsabile), Veronica Filippi (direzione artistica) e Gabriele Chianese (direttore LIS10 Gallery) e affiancata dalla giuria presieduta da Maria Dompè (artista ambientale) con Alessandro Romanini (critico e docente dell’Accademia di Belle Arti di Carrara), Riccardo Lami (coordinamento programma e development Fondazione Palazzo Strozzi), Patrizia Cammeo (co-fondatrice Gruppo UFO), Michele Levati (architetto Lombardini 22), Giovanni Pucci (amministratore delegato e socio co-fondatore Enegan Spa) e Elena Stoppioni (Presidente Save The Planet APS).

L’opera vincitrice affonda le sue radici anche nel contesto calabrese, richiamando fragilità e stratificazioni del Sud Italia. La serie si ispira alle vicende della Biston Betularia Typica, la falena punteggiata delle betulle, che, per necessità di vita, venne man mano sovrastata dalla sua variante melanica, la Carbonaria, per adattarsi agli ambienti industriali. Non si posò mai sui tronchi degli alberi ma migrò su di essi solo quando la fuliggine prese il sopravvento sui luoghi. Mimetizzandosi sulle cortecce imbrunite dalle polveri, in ambienti ormai anneriti, si fa screziatura su questo sfondo plumbeo.

Contrastare modalità, pericoli e incognite di una nuova morfologia dei luoghi e delle società è stata anche una prerogativa delle generazioni del nostro Sud nel secolo scorso. L’imbrunirsi di questo insetto, vittima di un difetto della modernità, restituisce alla mente una suggestione, quella necessità di diventare altro, lasciando al fruitore la facoltà di indagare le molteplici ragioni che portano allo sradicamento degli individui dal proprio stato o luogo naturale.

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