Toponomastica e parità di genere, “La Strada” denuncia: regole disattese e partecipazione mortificata

Autore Giorgia Rieto | mar, 16 dic 2025 16:27 | La-Strada Toponomastica

Al centro delle critiche anche la giustificazione fornita dall'amministrazione

La toponomastica cittadina torna al centro del dibattito politico e culturale. L'associazione politico-culturale “La Strada” interviene con una nota critica sulle recenti vicende legate alle intitolazioni di spazi pubblici, denunciando il mancato rispetto delle regole sulla parità di genere e una gestione che, a loro avviso, finisce per mortificare gli strumenti di partecipazione popolare.

L'associazione richiama innanzitutto l'impegno profuso negli anni scorsi per ottenere la modifica del Regolamento comunale sulla toponomastica , approvata oltre tre anni fa, che introduce il principio della parità di genere nelle intitolazioni. «Un passaggio molto importante – sottolineano – frutto di riunioni lunghe e difficili, segnate da resistenze culturali spesso mascherate da questioni burocratiche».

Secondo “La Strada”, però, il cambiamento formale non si è tradotto in un reale cambio di visione: «Il passo culturale verso la parità come criteri di lettura della città è ancora lungo e ostico, nonostante progetti e proclami». Nelle riunioni dei capigruppo, spiegano, l'associazione sarebbe rimasta spesso isolata nella segnalazione come il nuovo Regolamento non venga rispettato nelle proposte di intitolazione, con osservazioni puntualmente messe a verbale ma accolte con sufficienza.

Al centro delle critiche anche la giustificazione fornita dall'amministrazione, che farebbe riferimento a un blocco triennale dovuto a problemi tecnici e amministrativi e alla necessità di ricevere oggi verbali risalenti a tre anni fa. Una spiegazione che non convince l'associazione: «Di tre anni fa è anche il nuovo Regolamento – evidenziano – e ci sarebbe stato tutto il tempo per adeguarsi. La burocrazia non agisce per volontà divina, ma discende dalle decisioni politiche e dalla volontà politica di far rispettare le regole».

Particolarmente dura la posizione sull'iter relativo all' intitolazione del lungomare del Parco lineare Sud ad Adele Cambria , iniziativa per la quale l'UDI ha promosso una raccolta firme che ha superato le mille adesioni, con il sostegno di venti associazioni. Solo pochi giorni fa, spiegano da “La Strada”, dall'Albo comunale è emerso che la decisione era in realtà già stata assunta con un verbale della Commissione Toponomastica del 2022, ratificato recentemente dalla Giunta.

«Perché non dirlo chiaramente prima? – si chiedono – Perché non informare associazioni e cittadini nelle tante riunioni e commissioni in cui la proposta è stata discussa?». L'associazione sottolinea inoltre che un verbale di Commissione non equivale a una decisione definitiva, e che la Giunta avrebbe potuto non approvarlo, o quantomeno convocare i promotori della raccolta firme per un confronto preventivo.

Da qui l'accusa finale: «Così si mortificano e si umiliano gli strumenti di partecipazione popolare». Domande che l'associazione definisce retoriche, ma chiedono una risposta chiara. «Non lo sappiamo – concludono – ma in realtà lo sappiamo». Un'affermazione che riapre il confronto su trasparenza, partecipazione e parità di genere nella costruzione dell'identità urbana di Reggio Calabria.

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