Rhegion, la città nata dal responso degli dèi: il mito dalle origini

Autore Giorgia Rieto | mer, 17 dic 2025 16:44 | Rhegion Delfi Reggio-Origini

Rhegion sarebbe quindi la città sorta nel punto della frattura, là dove la terra si è “spezzata”

Prima di essere Reggio Calabria, prima ancora di essere città, Rhegion fu una profezia. La sua nascita, secondo il mito, non è il frutto di una semplice fondazione umana, ma di un responso divino pronunciato dall’Oracolo di Delfi, il più autorevole del mondo greco antico.

La storia prende forma tra leggenda e colonizzazione, in un tempo in cui il Mediterraneo era solcato da uomini in cerca di nuove terre e gli dèi parlavano attraverso enigmi.

Il responso dell’Oracolo di Delfi

Secondo la tradizione, alcuni coloni calcidesi e messenici, provenienti dalla Grecia, si rivolsero all’Oracolo di Apollo a Delfi per sapere dove fondare una nuova città. La risposta fu enigmatica, come spesso accadeva:

“Fondatela là dove il suolo si è spezzato.”

Un’espressione che per molto tempo rimase oscura. Ma proprio quella frase conteneva il destino di Rhegion.

Il “suolo spezzato” e la nascita del nome

La leggenda racconta che un tempo Sicilia e Calabria fossero unite. Un violento evento naturale, un terremoto o un cataclisma voluto dagli dèi, avrebbe separato le due terre, aprendo lo Stretto. Da qui il termine greco “ῥῆγμα” (rhēgma), che significa rottura, frattura.

Rhegion sarebbe quindi la città sorta nel punto della frattura, là dove la terra si è “spezzata”. Un luogo liminale, di confine, sospeso tra due mondi: la penisola e l’isola, l’Occidente e l’Oriente, l’uomo e il mito.

La fondazione mitica e il valore simbolico

Nel mito, Rhegion non nasce solo come insediamento, ma come città predestinata, scelta dagli dèi per la sua posizione strategica e simbolica. Lo Stretto diventa non solo un passaggio geografico, ma uno spazio carico di significati: qui si incontrano correnti, popoli, lingue e leggende.

Non è un caso che proprio queste acque siano popolate, nella mitologia, da Scilla e Cariddi, mostri marini che rappresentano il caos primordiale e la potenza incontrollabile della natura. Rhegion sorge come baluardo umano contro quel caos, come punto di equilibrio tra forze opposte.

Dal mito alla storia

Col tempo, il mito si intreccia con la storia. Rhegion diventa una delle città più importanti della Magna Grecia, crocevia commerciale e culturale, alleata di Atene, centro di arte, filosofia e strategia militare.

Ma anche quando la storia prende il sopravvento, il mito non scompare. Rimane nel nome, nella posizione, nell’identità profonda della città: Reggio nasce già “di confine”, già abituata alla frattura, al cambiamento, alla resilienza.

Un mito che parla ancora oggi

Raccontare oggi il mito di Rhegion significa riscoprire una verità simbolica: questa terra è nata da una rottura, ma proprio da quella rottura ha costruito la propria forza. Reggio non è solo una città sullo Stretto; è una città nata da una profezia, cresciuta tra le scosse della storia e capace, ogni volta, di rialzarsi.

Perché, come insegna il mito, là dove il suolo si spezza, può nascere qualcosa di eterno.

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