Non è solo la storia di Alessandra. È la storia di una madre, di una famiglia, ma anche il riflesso di una fragilità che può toccare chiunque
Quest’anno, per Alessandra, il Natale non sarà come gli altri.
Non ci saranno attese leggere, né pensieri rivolti solo ai regali o alla tavola imbandita. Ci sarà una battaglia. Silenziosa, dura, quotidiana. Una battaglia per la vita.
Alessandra ha 39 anni, vive a Reggio Calabria ed è mamma di due bambini: uno di appena 8 mesi e uno di 9 anni. Due vite che dipendono ancora dalle sue braccia, dalla sua voce, dalla sua presenza. Due bambini che hanno bisogno della loro madre non solo oggi, ma domani, tra un mese, tra anni.
La diagnosi è arrivata tardi.
Per mesi Alessandra ha cercato risposte, ascoltando il proprio corpo, sperando in spiegazioni che tardavano ad arrivare. Quando finalmente la verità si è manifestata, la malattia era già avanzata, con metastasi diffuse. Da quel momento, ogni giorno è diventato una lotta: per vivere, per curarsi, per continuare a essere madre.
A raccontare questa storia è Cristina Campolo, presidente dell’Associazione Giustizia e Legalità. Una testimonianza che non nasce da un incontro casuale, ma da un legame profondo:
“Io Alessandra la conosco da sempre. L’ho tenuta in braccio quando era piccola. Oggi la vedo lottare per restare accanto ai suoi figli”.
Non ci sono promesse facili né illusioni. Nessuno può garantire miracoli. Ma c’è una certezza che pesa come un macigno: le cure costano, il tempo è prezioso e nessuna donna di 39 anni dovrebbe affrontare tutto questo da sola.
Per questo è stata avviata una raccolta fondi ufficiale su GoFundMe, con un obiettivo chiaro e urgente: permettere ad Alessandra di continuare a curarsi, di avere accesso alle terapie, di guadagnare tempo. Tempo da vivere, tempo da donare ai suoi bambini.
Anche una piccola donazione può fare la differenza.
Anche una semplice condivisione può cambiare qualcosa.
Non è solo la storia di Alessandra. È la storia di una madre, di una famiglia, ma anche il riflesso di una fragilità che può toccare chiunque. Oggi Alessandra è lei. Domani potrebbe essere una sorella, un’amica, una moglie, una figlia.
In un tempo spesso distratto, questa è una chiamata a non voltarsi dall’altra parte. A scegliere la solidarietà. A trasformare l’empatia in un gesto concreto.
Raccolta fondi ufficiale:
https://gofund.me/84942bba7
Grazie a chi donerà.
Grazie a chi condividerà.
Grazie a chi sceglierà di restare umano.