Il capitolo più critico, secondo Bruno, riguarda la sanità
Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato il Bilancio di previsione 2026, ma il documento non convince i consiglieri dell’opposizione. In particolare, Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ha espresso forti critiche sul Documento di Economia e Finanza (DEF) discusso ieri, definendolo «privo di una reale strategia di sviluppo e incapace di affrontare le criticità della regione».
Secondo Bruno, «il DEF viene presentato come strumento del “nuovo corso”, ma i dati ufficiali smentiscono questa narrazione. La Calabria resta ultima per Pil pro capite, con un’economia fortemente dipendente dalla spesa pubblica e dai trasferimenti straordinari. Senza PNRR e superbonus, la crisi sarebbe stata ben più profonda. Non è programmazione dello sviluppo, ma gestione della precarietà».
Il consigliere regionale ha sottolineato come il documento «non affronti i divari interni, non proponga politiche industriali né strumenti anticiclici, mentre continua l’emorragia di giovani e competenze. Si parla di competitività, ma senza creare le condizioni minime per trattenerle».
Il capitolo più critico, secondo Bruno, riguarda la sanità. «Il DEF ignora i dati ufficiali del Piano Nazionale Esiti di Agenas, che certificano le gravi criticità strutturali del sistema sanitario calabrese», ha spiegato. Volumi di attività sotto le soglie di sicurezza, ritardi nelle cure tempo-dipendenti, esiti clinici peggiori rispetto alla media nazionale e una mobilità sanitaria passiva sono solo alcuni dei problemi evidenziati.
Secondo i dati Agenas, le aziende ospedaliere di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria necessitano di audit clinici in settori strategici quali cardiologia, neurologia, emergenza-urgenza, chirurgia oncologica, ortopedia e area materno-infantile. In particolare:
Cosenza: criticità in chirurgia vascolare, neurochirurgia e oncologia;
Catanzaro: problemi nei percorsi neurologici e cardiocircolatori, con volumi sottosoglia in diversi ambiti;
Reggio Calabria: situazione complessa in ambito cardiovascolare, neurologico, respiratorio e materno-infantile.
«I numeri parlano chiaro – ha affermato Bruno –: la sanità calabrese non può essere governata con annunci o narrazioni rassicuranti. Ignorare il Piano Nazionale Esiti significa rinunciare a una vera riforma e scaricare i costi delle inefficienze sui cittadini, soprattutto sui più fragili».
Il capogruppo di Tridico Presidente conclude con un monito chiaro: «Questo DEF non è uno strumento di cambiamento, ma un atto di autoassoluzione politica. La Calabria ha bisogno di scelte coraggiose e di una sanità che funzioni davvero, non di propaganda».