Tariffe basse, distanze lunghe e contratto scaduto: i lavoratori delle consegne incrociano le braccia
Reggio Calabria si è fermata oggi, almeno sul fronte delle consegne a domicilio. I rider della città hanno incrociato le braccia per l’intera giornata, fino alle 24, dando vita a uno sciopero che ha bloccato il servizio delle principali piattaforme di delivery. Una protesta nata dal basso, con un messaggio chiaro: le condizioni di lavoro sono diventate insostenibili.
Alla base dello sciopero ci sono diverse criticità che i rider denunciano da tempo. In primo piano il tema delle tariffe, giudicate “assurde” e sempre più penalizzanti. Il contratto di riferimento, spiegano i lavoratori, è scaduto da anni e le piattaforme starebbero approfittando di questo vuoto contrattuale per abbassare i compensi, imponendo allo stesso tempo distanze sempre più lunghe per le consegne.
Un altro nodo centrale riguarda il reclutamento continuo di nuovi rider. Secondo i manifestanti, l’ingresso quotidiano di nuovi lavoratori rappresenta una vera e propria “piaga”, perché aumenta la concorrenza interna e riduce ulteriormente le possibilità di guadagno per chi già opera sul territorio.
"Lo sciopero di oggi - afferma Giuseppe Modafferi - non è a oltranza. La mobilitazione è stata programmata solo per la giornata odierna, con l’obiettivo di lanciare un segnale forte alle piattaforme e attendere eventuali risposte. Tuttavia, se non dovessero arrivare riscontri ritenuti soddisfacenti, non viene esclusa la possibilità di nuove proteste in futuro".
I disagi non sono mancati. Gli utenti e l’intera città di Reggio Calabria sono stati inevitabilmente penalizzati dal blocco del servizio. Una conseguenza che i rider riconoscono, ma che ritengono necessaria per far emergere una realtà spesso poco visibile.
“Molte volte non si sa cosa c’è sotto questo lavoro – spiega Modafferi – ma anche noi abbiamo tanti problemi e vogliamo che i nostri diritti vengano rispettati”.
Infine, l’appello non è rivolto solo alle piattaforme. I rider chiedono attenzione anche alle istituzioni locali. Tra le difficoltà quotidiane segnalano in particolare il problema dei parcheggi, che rende il lavoro ancora più complicato.
"La manifestazione di oggi vuole quindi essere anche un messaggio all’amministrazione comunale, affinché si apra un confronto e si trovino soluzioni concrete a una questione ritenuta abbastanza seria" - conclude il rider Modafferi.
Una giornata di stop, dunque, che punta ad accendere i riflettori su un settore fondamentale per la città, ma che, denunciano i rider, continua a reggersi su equilibri sempre più fragili.