Il ritorno e il magone: il Natale di Sabrina, tra amore per Reggio e partenze obbligate

Autore Grazia Candido | mar, 23 dic 2025 09:40 | Lettera Partenza Sud Meritocrazia Lavoro

L'augurio di una giovane residente in Lombardia: "Una città capace di trattenere i propri figli offrendo meritocrazia e futuro"

Sabrina è una giovane reggina che, come ogni anno, torna a casa per le feste natalizie. Il viaggio verso Sud ha sempre lo stesso sapore: l’emozione dell’attesa, il cuore che accelera al primo scorcio di mare, l’aria che cambia, i volti familiari che la accolgono come se il tempo non fosse mai passato. Reggio Calabria è casa, anche dopo anni trascorsi lontano. È il luogo degli affetti, dei ricordi, delle radici che non si spezzano, anche quando la vita prende altre direzioni.

Eppure, insieme alla gioia del ritorno, c’è il magone. Sabrina lo sente crescere giorno dopo giorno, soprattutto quando il calendario si avvicina a Capodanno. Perché dopo i brindisi, gli abbracci e le promesse sussurrate a mezzanotte, arriverà di nuovo il momento di partire. La Lombardia l’aspetta: lì c’è il suo lavoro da insegnante, la routine costruita con fatica, la stabilità che la sua terra d’origine non è riuscita a offrirle.

Il pensiero di Sabrina, in questi giorni, va anche a chi non potrà tornare affatto. A chi trascorrerà le feste lontano dai propri cari per motivi di lavoro, di studio, di salute o di vita. A chi guarderà le luci di Natale da una città che non sente davvero sua, cercando conforto in una telefonata, in un messaggio, in un ricordo. È un pensiero silenzioso ma profondo, fatto di empatia e di nostalgia condivisa.

Dentro Sabrina c’è anche una delusione che non si riesce a cancellare. Quella verso una terra che avrebbe dovuto trattenere i suoi figli, offrire loro opportunità, lavoro, dignità. Una terra che avrebbe dovuto credere nei giovani, accompagnarli verso un futuro stabile senza costringerli a fuggire.

"Invece, troppo spesso, Reggio, come tante realtà del Sud, ha illuso, promettendo senza mantenere, lasciando partire energie preziose, competenze, sogni - afferma Sabrina -. Eppure l’amore resta. Un amore viscerale, testardo, che resiste anche alle ferite". Sabrina ama la sua città alla follia, nonostante tutto. La ama per quello che è e per quello che potrebbe essere. E proprio per questo, il suo augurio è chiaro e potente.

"Auguro a Reggio Calabria meritocrazia, prima di tutto. Un futuro in cui contino le capacità, lo studio, l’impegno. Un futuro in cui i figli di questa terra possano esprimere e far valere le proprie competenze senza dover cercare altrove il riconoscimento che meritano. Un futuro in cui tornare non sia solo un rito natalizio, ma una scelta di vita possibile" - conclude la Sabrina.

Forse un giorno, quel magone che tra qualche settimana proverà la giovane reggina, non accompagnerà più le sue partenze. E tornare a casa non significherà più dover andare via. Ma restarci per sempre


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