A Reggio Calabria, alla sua gente, alle sue famiglie, a chi la vive ogni giorno e a chi la porta nel cuore ovunque si trovi, l’augurio è semplice e profondo
È la Vigilia di Natale.
Una giornata sospesa, fatta di luci che si riflettono sullo Stretto, di silenzi carichi di attesa, di case che profumano di mare e tradizione.
Reggio, in questa giornata, rallenta.
Le strade si fanno più morbide, i passi più lenti, gli sguardi più profondi. È il momento in cui la città si raccoglie, torna a casa, ritrova sé stessa.
La Vigilia qui non è solo un appuntamento religioso o familiare: è un rituale collettivo.
È il suono delle posate che si preparano, il pane caldo spezzato, le tavole semplici ma vere. È la memoria che torna, quella delle nonne, dei racconti sussurrati, delle tradizioni che resistono al tempo.
Sul lungomare, lo Stretto continua a fare da confine e da ponte, come sempre.
Unisce ciò che è lontano, separa ciò che è vicino, ma soprattutto ricorda che Reggio è una città che guarda avanti senza dimenticare da dove viene.
È una Vigilia che parla di attesa e speranza.
Di chi è a casa e di chi è lontano, di chi tornerà e di chi, almeno con il pensiero, stasera è qui. Una Vigilia che appartiene a tutti: a chi accende una candela, a chi siede a tavola in silenzio, a chi trova forza anche nelle assenze.
Reggio Calabria è questo: una città che sa essere fragile e fortissima allo stesso tempo. Che nelle notti importanti non fa rumore, ma resiste. Che anche quando tutto sembra difficile, trova sempre un motivo per credere.
A Reggio Calabria, alla sua gente, alle sue famiglie, a chi la vive ogni giorno e a chi la porta nel cuore ovunque si trovi, l’augurio è semplice e profondo:
che questa Vigilia sia un momento di pace, di verità e di luce.
Che il Natale arrivi piano, come il mare quando è calmo, e resti.
Buona Vigilia di Natale, Reggio Calabria.
Con voi. Ovunque. Sempre.