Klaus Davi rilancia un’inchiesta monstre della tv tedesca ARD sulla strage di Duisburg
A 19 anni dal tragico episodio che ha segnato la storia della ‘Ndrangheta in Europa, Klaus Davi rilancia un’inchiesta monstre della tv tedesca ARD sulla strage di Duisburg, avvenuta in Germania sei mesi dopo un agguato a San Luca, che costò la vita a Maria Strangio e ferì il figlio Mimmo.
Il 25 dicembre 2006 un commando del clan Pelle-Vottari mirava a Giovanni Luca Strangio, capo dell’omonimo clan, ma per errore uccise la moglie e ferì il figlio. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, quell’episodio scatenò sei mesi dopo la strage di Duisburg, il più sanguinoso attacco di mafia mai compiuto all’estero.
L’inchiesta di ARD, andata in onda in prima serata per due ore a partire da marzo e ora disponibile parzialmente sulle piattaforme del network, offre dichiarazioni inedite dei protagonisti dell’indagine. L’ispettore capo Frank Rabe ha ammesso: «‘Ndrangheta non sapevamo neanche come si scrivesse» e ha raccontato le difficoltà iniziali di comunicazione con gli investigatori italiani, inizialmente sospettati di collusione. «Oggi li ringraziamo ancora», ha aggiunto.
Il documentario riporta anche le parole di un altro inquirente tedesco, rimasto anonimo: «Se la giustizia italiana non avesse rimesso in libertà Giovanni Strangio dopo il suo arresto al funerale di Maria, forse si sarebbe potuta evitare la strage di Duisburg».
Parla anche il magistrato Federico Perrone Capano, sostituto procuratore a Reggio Calabria all’epoca dei fatti: «Con il processo celebrato a Locri ottenemmo condanne severe, ma lasciando due figli senza padre». Giovanni Strangio fu poi condannato all’ergastolo.
L’inchiesta di Klaus Davi cita anche l’allora direttore dell’anticrimine tedesco Juergen Maurer, responsabile della task force italo-tedesca: «Il sistema giudiziario italiano rallenta le indagini», sottolineando come gli obiettivi di velocizzazione dello scambio di informazioni e altre finalità della task force non fossero stati raggiunti.
L’inchiesta di Davi, con interviste esclusive e documenti inediti, mette in luce errori, ritardi e criticità nelle indagini tra Italia e Germania e invita a riflettere sulle responsabilità istituzionali che avrebbero forse potuto prevenire una delle stragi più sanguinose della ‘Ndrangheta all’estero.