Riace–Gaza, stop dal governo al gemellaggio: la dura reazione del sindaco Lucano

Autore Giorgia Rieto | mer, 24 dic 2025 17:34 | Lucano Gaza Riace

Il sindaco di Riace parla di una lettera «gravissima», denunciando l’assenza di motivazioni nel merito 

Alla vigilia delle festività natalizie arriva uno scontro istituzionale che scuote Riace e riapre il dibattito sul ruolo dei Comuni nei temi internazionali e umanitari. Il governo ha infatti negato l’assenso al gemellaggio tra il Comune calabrese e la città di Gaza. A comunicarlo è stato il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, con una lettera indirizzata al sindaco di Riace ed europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Mimmo Lucano.

A darne notizia è l’ANSA, che riporta le parole durissime del primo cittadino:
«Rimango senza parole alla vigilia di queste festività. Anche se il periodo storico che il mondo sta vivendo ci porta a trascorrere il Natale 2025 come uno dei più drammatici della storia dell’umanità, normalmente un sindaco, in questi giorni, si aspetta gli auguri dalle altre istituzioni».

Secondo quanto riferito da Lucano, la missiva del ministero chiarisce che «non si ravvisano le condizioni necessarie al rilascio del prescritto assenso finalizzato alla sottoscrizione del gemellaggio» tra Riace e Gaza, città che il sindaco definisce «assediata da oltre due anni da un vero e proprio genocidio messo in atto da Israele».

Il sindaco di Riace parla di una lettera «gravissima», denunciando l’assenza di motivazioni nel merito e accusando il ministero degli Esteri di aver associato il sindaco di Gaza ad Hamas. «Come la nostra iniziativa possa arrecare danno alla politica estera italiana dovrebbe chiarirlo il ministro Antonio Tajani – afferma Lucano, citato dall’ANSA – che, assieme a tutto il governo, sembra più interessato a capire cosa accade a Riace piuttosto che impegnarsi in un reale percorso di pace in Palestina».

Per Lucano, il gemellaggio rappresentava «un atto di fraternità umana», un gesto simbolico con cui Riace avrebbe voluto «trasformare il dolore in speranza» e riconoscere «un popolo martoriato dalla guerra». «Volevamo unirci al messaggio di un mondo che nei palestinesi vede esseri umani e non terroristi, come fa invece il nostro ministero degli Esteri», aggiunge.

«Rimango esterrefatto – conclude Lucano – perché quello che ho letto non è altro che un tentativo di azzerare una decisione di un Comune che non si occupa solo di buche nelle strade e che, a differenza del governo Meloni, non si gira dall’altra parte davanti ai bambini uccisi a Gaza».

Una vicenda che, nel pieno del periodo natalizio, accende nuovamente il confronto tra autonomie locali e governo centrale, intrecciando politica estera, solidarietà internazionale e il ruolo simbolico dei territori nei grandi conflitti globali.

Fonte: ANSA

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