“Il mondo è ben altro”: l’appello di un’insegnante in pensione ai giovani

Autore Grazia Candido | ven, 26 dic 2025 09:07 | Lettera Insegnante Scuola Giovani Vita

Tra prudenza, lettura, rispetto e umanità, Dora affida alle nuove generazioni una riflessione profonda contro la superficialità

In un tempo veloce, rumoroso e spesso confuso, la voce di chi ha educato per una vita intera acquista un valore ancora più profondo. Un’insegnante in pensione affida a queste righe un pensiero sincero, nato dall’esperienza e dall’amore per i giovani, con l’auspicio di aiutarli a ritrovare senso, misura e umanità.

“Dopo una vita trascorsa tra banchi di scuola, libri consumati dal tempo e sguardi giovani carichi di speranza, sento oggi il bisogno di rivolgermi alle nuove generazioni. Lo faccio con l’umiltà di chi non ha verità assolute, ma con la responsabilità di chi ha osservato, ascoltato e accompagnato migliaia di ragazzi nel loro cammino di crescita – scrive Dora -. Ai giovani vorrei dire prima di tutto: abbiate prudenza. La vita non è una corsa cieca né una vetrina da riempire di apparenze. Fermatevi, riflettete, ponetevi domande. Imparate il valore dell’attesa e della scelta consapevole. In un mondo che vi spinge a consumare tutto e subito, il pensiero critico è un atto di coraggio. Leggete. Leggete molto”.

Per l’educatrice in pensione “i libri sono finestre aperte sul mondo e su voi stessi. La cultura non è un lusso per pochi, ma una bussola per tutti. Vi aiuta a distinguere ciò che conta davvero da ciò che è futile, ciò che è autentico da ciò che è solo rumore. Non lasciatevi sedurre dalle futilità di questo mondo, che brillano un attimo e poi lasciano vuoto”.

“Rispettate gli anziani. In loro c’è una memoria che non si può scaricare da nessun dispositivo. C’è l’esperienza di chi ha vissuto errori e conquiste, dolori e rinascite. Ascoltarli non significa tornare indietro, ma andare avanti con radici più profonde – continua Dora -. Volervi bene è un dovere, non un atto di egoismo. Prendetevi cura di voi stessi, del vostro tempo, dei vostri sogni. Ma ricordate che l’amore per sé non può prescindere dall’amore per gli altri. Volete bene ai vostri genitori. Non sono perfetti, come non lo siamo stati noi adulti, ma sono spesso il primo e ultimo porto sicuro. Non date per scontata la loro presenza. La tecnologia è uno strumento straordinario, ma non deve diventare una prigione. Staccatevi, ogni tanto, dagli schermi e dagli stereotipi che vi vengono imposti. Guardatevi negli occhi, parlate a tavola, condividete silenzi e parole con la vostra famiglia. È lì che si costruisce l’identità più profonda- postilla l'insegnante -. Nei miei anni di carriera scolastica ho visto giovani realizzarsi, trovare la propria strada con fatica e dignità. Ne ho visti altri perdersi, smarrire il senso, allontanarsi dalla propria casa e dalla propria città per cercare altrove ciò che non avevano trovato dentro di sé. Ogni percorso è diverso, ma le notizie che leggo quotidianamente su giovani che perdono la via, mi spezzano il cuore”.

Il messaggio di Dora è sempre più forte quando sottolinea che “il mondo è ben altro. È relazione, pensiero, responsabilità, bellezza. È impegno e gentilezza. A voi giovani affido una speranza: non accontentatevi di sopravvivere. Vivete davvero, con coscienza, cultura e umanità. Noi adulti abbiamo il dovere di indicarvi una strada; voi avete la forza di renderla migliore”.

Dora scrive queste parole non con nostalgia, ma con fiducia. Fiducia nei giovani che sapranno fermarsi, ascoltare e scegliere. Fiducia in un futuro che può essere migliore se fondato sulla cultura, sul rispetto e sull’amore autentico. Il mondo non ha bisogno di più rumore, ma di coscienze vigili e cuori aperti. Se anche uno solo, leggendo, sentirà il desiderio di porsi una domanda in più e di spegnere uno schermo per accendere un pensiero, allora queste parole non saranno state vane.


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