Pensioni, nuove regole con la manovra di Bilancio: stretta sull’anticipo e requisiti più graduali

Autore Giorgia Rieto | ven, 26 dic 2025 17:53 | Pensioni Inps

Cambia anche la disciplina sulla previdenza complementare

La manovra di Bilancio introduce un giro di vite sull’accesso anticipato alla pensione, ridisegnando alcune misure chiave del sistema previdenziale. Tra le principali novità figura l’abolizione definitiva di Opzione Donna, lo strumento che consentiva alle lavoratrici di uscire prima dal lavoro accettando il calcolo interamente contributivo dell’assegno. Restano comunque salvi i diritti già maturati.

Il provvedimento interviene anche sui lavori usuranti e modifica il meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, rendendo gli aumenti più graduali rispetto a quanto previsto inizialmente.

In particolare, viene attenuato l’incremento automatico dei requisiti: nel 2026 resteranno in vigore le regole attuali, con pensione di vecchiaia a 67 anni e pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), più tre mesi di finestra mobile. Dal 2027 scatterà un aumento di un mese, mentre l’incremento complessivo di tre mesi entrerà a regime solo dal 2028.

Per Opzione Donna, ormai agli sgoccioli, potranno accedere ancora le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 61 anni di età (ridotti in presenza di figli), a condizione di trovarsi in situazioni di fragilità come licenziamento, assistenza a familiari disabili o invalidità superiore al 74%.

Cambia anche la disciplina sulla previdenza complementare: non sarà più possibile sommare la rendita dei fondi integrativi alla pensione pubblica per raggiungere l’importo minimo necessario all’uscita anticipata nel sistema contributivo. L’assegno dovrà raggiungere autonomamente una soglia pari a tre volte l’assegno sociale.

Novità anche sul fronte del Tfr: si amplia la platea delle imprese obbligate a versarlo al fondo Inps in caso di mancata adesione alla previdenza integrativa. L’obbligo scatterà per le aziende con più di 40 dipendenti, riducendo così la possibilità di trattenere il Tfr come forma di autofinanziamento.

Infine, dal 2033 è prevista una riduzione del fondo destinato all’anticipo pensionistico per i lavoratori impegnati in attività particolarmente gravose, come quelli addetti alle catene di montaggio o ai turni notturni prolungati.

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