Un tributo carico di memoria, gratitudine ed esempio per le future generazioni
Una cerimonia intensa, carica di emozione e memoria condivisa, ha accompagnato l’intitolazione del secondo tratto del Viale Europa al vigile del fuoco Antonino Candido, giovane pompiere reggino morto tragicamente tra la notte del 4 e il 5 novembre 2019 nella strage di Quargnento, in provincia di Alessandria. In tantissimi hanno voluto essere presenti, stringendosi attorno alla famiglia, ai colleghi e alle istituzioni cittadine, per rendere omaggio a un figlio di Reggio Calabria che ha sacrificato la propria vita per salvarne altre.
L’emozione ha attraversato l’intera cerimonia, soprattutto negli sguardi dei genitori, della sorella Ilaria con il piccolo Riccardo, dei parenti, degli amici e dei colleghi di Nino. Un sogno, il suo, coltivato fin da bambino: indossare la divisa dei Vigili del Fuoco, seguendo le orme del padre Angelo e servire lo Stato con passione, dedizione e senso del dovere. Profondamente commossa, mamma Marina che ha voluto ringraziare tutti coloro che, in questi lunghi anni, non li hanno mai lasciati soli.
"La famiglia dei Vigili del Fuoco non ci ha mai abbandonato, nemmeno per un istante, nonostante siano passati sei anni" - ha detto, sottolineando un legame umano che va oltre il tempo e il dolore.
L’inaugurazione di questa strada, ha ricordato, rappresenta il passaggio di ciascuno di noi sulla vita terrena: una strada di cui non conosciamo la lunghezza, ma lungo la quale è fondamentale seminare e lasciare qualcosa. Ed è proprio questo che Antonino ha fatto, lasciando insegnamenti di altruismo, amore per il prossimo, dedizione e profondo rispetto per la divisa indossata.
A prendere la parola è stato anche il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Antonino Casella che ha affidato alla memoria collettiva parole di grande forza.
"Intitolare una strada significa incidere in modo indelebile nel cuore e nella memoria della nostra città il nome di un uomo, di un concittadino, di un eroe del quotidiano. Da oggi, questa via porterà il nome di Antonino Candido, il sacrificio di un figlio di Reggio".
Casella ha ricordato come Nino non fosse solo un vigile del fuoco, ma un figlio di questa terra, partito per il Piemonte portando con sé i valori più autentici di Reggio Calabria: resilienza, senso del dovere e una mano sempre tesa verso il prossimo.
"Quella tragica notte in provincia di Alessandria – ha detto – Nino non ha esitato. È intervenuto insieme ai colleghi Matteo e Marco per fare ciò che noi Vigili del Fuoco facciamo ogni giorno: proteggere la vita degli altri, spesso a discapito della propria".
Il comandante ha spiegato anche il valore simbolico della scelta di una strada: luogo di incontro, di cammino, di passaggio generazionale. Un segno per i giovani, che passando di lì potranno leggere quel nome, chiedersi chi fosse Antonino Candido e scoprire la storia di un loro coetaneo che ha creduto in un ideale superiore.
"Ogni volta che passeremo da qui con le sirene spiegate – ha concluso Casella – Nino sarà idealmente al nostro fianco sul camion, pronto a sostenerci".
Molto toccante anche l’intervento del comandante Carlo Metelli, visibilmente commosso. All’epoca dei fatti, nel 2019, Metelli era comandante dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria e gli toccò l’ingrato compito di dare la notizia alla famiglia.
Ha ricordato il dolore, ma anche l’onore di aver accompagnato il feretro di Antonino nel viaggio di ritorno a casa e l’affetto straordinario dimostrato dalla città.
"Non potrò mai dimenticare il Duomo gremito, più di cinquemila persone. Rimasi impressionato. Salvare una vita è salvare il mondo intero. Questa frase mi è rimasta dentro e mi risuonava nella mente durante quel viaggio".
Metelli ha sottolineato come vedere ogni giorno il nome di Antonino su quella strada significhi mantenerne vivo il ricordo, con la certezza che, spiritualmente, Nino continui a camminare accanto ai suoi colleghi del Comando di Reggio Calabria, per sempre.
A chiudere gli interventi è stato l’avvocato Fabio Federico che, insieme al collega Sergio Mazzù ha assistito la famiglia Candido nel processo. Le sue parole hanno richiamato il valore profondo dei figli di Calabria.
"Antonino ci ha trasmesso una dimensione eroica che dobbiamo ricordare ogni giorno. Questa strada è un simbolo della nostra città, di chi ha coraggio, forza e senso del dovere. Un sacrificio che non deve diventare motivo di scoramento, ma l’inizio di una speranza, affinché tragedie come quella di Quargnento non accadano mai più".
La cerimonia si è conclusa con la benedizione della strada da parte di don Giacomo D’Anna, alla presenza del sindaco Giuseppe Falcomatà, dei consiglieri comunali e dell’ex consigliere regionale Gianni Muraca. Le note di giovani musicisti hanno accompagnato ogni momento, rendendo ancora più solenne e toccante una giornata destinata a rimanere nella memoria della città.
Da oggi, quel tratto di Viale Europa non è solo una strada: è un cammino di memoria, impegno ed esempio.
Reggio Calabria non dimentica Antonino Candido. Viva i Vigili del Fuoco, viva la memoria di Nino.