Don Giacomo D'Anna: "Non è solo un nome su una targa, ma una storia che continua a camminare con la comunità"

Autore Grazia Candido | dom, 28 dic 2025 14:59 | Don-Giacomo Speranza Famiglia Viale-Candido

Un messaggio che nasce da una conoscenza diretta: il parroco ricorda Nino Candido tra fede e memoria


“Per me Nino non è solo un nome da incidere su una targa, ma un volto, una storia, una presenza che ho conosciuto e che porto nel cuore”.

Con queste parole cariche di affetto e commozione Don Giacomo D’Anna, parroco della Chiesa di Santa Maria dell’Itria, ha aperto il suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione della strada intitolata al giovane vigile del fuoco Antonino Candido. Un ricordo che nasce da una conoscenza autentica, da un rapporto umano fatto di incontri, sorrisi e valori condivisi e che oggi, si trasforma in memoria viva per tutta la comunità.

Don Giacomo ha proseguito ricordando Nino come un giovane generoso, animato da un profondo senso del dovere e da una naturale attenzione verso gli altri.

“Era uno di quei ragazzi che non facevano rumore – ha sottolineato – ma che sapevano esserci, con discrezione e responsabilità, soprattutto quando c’era bisogno”.

Un modo di vivere che ben si rifletteva nella sua scelta di servire come vigile del fuoco, mettendo al primo posto la sicurezza e il bene della comunità.

Nel corso della cerimonia, il parroco ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al sindaco e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto, capace di trasformare il dolore in memoria condivisa. Un pensiero particolare è stato rivolto alla famiglia di Nino, “alla mamma, al papà e alla sorella che oggi, insieme a tutta la comunità, ha vissuto un momento intenso e profondamente toccante”.

“Intitolare una strada – ha aggiunto Don Giacomo – significa fare in modo che il suo nome continui a camminare con noi, che diventi parte della nostra quotidianità. Un segno che va oltre l’asfalto e la segnaletica e che richiama ogni giorno al valore del servizio e del sacrificio silenzioso di chi ha dato la vita per rendere la società più umana e più vivibile”.

La commemorazione si è poi allargata al ricordo di tutte le vittime del dovere, non solo dei Vigili del Fuoco, ma di quanti, nello svolgimento del proprio servizio, hanno perso la vita per proteggere gli altri. Un momento di raccoglimento e di preghiera che ha unito istituzioni, colleghi e cittadini.

Infine, Don Giacomo ha invitato tutti a vivere questa intitolazione come un impegno per il futuro: “Invocare la benedizione non tanto sulla strada, quanto sulle persone che la attraversano ogni giorno. In particolare, sulla caserma dei Vigili del Fuoco e su tutto il suo staff, affinché questa presenza continui a essere segno di forza, di speranza e di serenità, capace di alimentare la gioia dello stare insieme e il senso più autentico di comunità”.


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