Due Consigli, due piani istituzionali diversi, ma un unico scenario di fine anno segnato da atti tecnici
Si è tenuto l’ultimo Consiglio metropolitano del 2025, chiamato ad approvare i tre punti inseriti all’ordine del giorno, tutti di natura tecnica e finanziaria. La seduta ha riguardato alcune variazioni di bilancio legate alla viabilità e la consueta revisione delle società partecipate, atti necessari per consentire all’Ente di chiudere correttamente l’esercizio in corso.
A presiedere i lavori è stato il vicesindaco metropolitano Carmelo Versace, che ha definito i provvedimenti adottati «indispensabili per portare a termine positivamente il 2025». La seduta si è svolta in modalità da remoto, scelta dettata dalla volontà di garantire la partecipazione dei consiglieri in un periodo particolarmente intenso per l’attività amministrativa dei Comuni. «Una modalità – ha spiegato Versace – che ha consentito a tutti di esprimersi, nonostante gli impegni di questi giorni così importanti per le nostre comunità».
In chiusura, l’auspicio di avviare il 2026 in un clima di collaborazione istituzionale, «lavorando in piena sinergia per completare il mandato del sindaco Giuseppe Falcomatà, nel rispetto delle esigenze del territorio metropolitano».
Un quadro che, tuttavia, si intreccia con quanto sta accadendo nelle stesse ore a Palazzo San Giorgio, dove il Consiglio comunale è chiamato ad affrontare uno dei passaggi più delicati della storia amministrativa recente della città. La seduta, con all’ordine del giorno anche la decadenza del sindaco Falcomatà, ha registrato un avvio con circa tre ore di ritardo.
Alla base dello slittamento, un vero e proprio giallo procedurale legato alla decorrenza dei termini necessari per rendere effettiva la decadenza. Secondo un parere della Segreteria Generale del Comune, i dieci giorni previsti dalla normativa non sarebbero dovuti partire dal 27 dicembre, giorno della prima convocazione del Consiglio, ma dal 28 dicembre.
Dopo momenti di tensione e interpretazioni contrastanti, è stata decisa una sospensione dei lavori per richiedere un chiarimento alla Prefettura. Poco dopo mezzogiorno, secondo quanto filtra, dagli uffici prefettizi sarebbe arrivato un orientamento favorevole alla decadenza effettiva del sindaco a partire dalla giornata odierna.
Resta però aperta un’ulteriore ipotesi: altri rumors parlano della necessità di attendere ancora qualche giorno, legata alla notifica formale dell’ok sulla delibera di decadenza, con un possibile slittamento della conclusione amministrativa dell’era Falcomatà ai primi giorni del 2026.
Due Consigli, due piani istituzionali diversi, ma un unico scenario di fine anno segnato da atti tecnici, attese e decisioni che peseranno sul futuro amministrativo della città e dell’intero territorio metropolitano.