Caro voli e treni, la denuncia dello SPI CGIL di Reggio Calabria: “Il diritto alla mobilità non può diventare un lusso”

Autore Giorgia Rieto | mer, 31 dic 2025 15:20 | Caro-Voli-E-Treni Viaggi

Nel mirino del sindacato finiscono anche le responsabilità politiche

Lo SPI CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria interviene con fermezza contro l’aumento definito “ingiustificato e vergognoso” dei prezzi dei biglietti aerei e ferroviari, che si ripresenta puntualmente in occasione delle principali festività, penalizzando in modo particolare i cittadini del Mezzogiorno.

A lanciare l’allarme è la segretaria generale Mimma Pacifici, che in una nota denuncia una situazione ormai insostenibile per migliaia di persone costrette a vivere e lavorare lontano dalla propria terra. «È vergognoso ciò che sta accadendo nel nostro Paese – afferma – a danno di chi dal Sud è stato costretto a portare le proprie braccia e le proprie menti al Nord per costruirsi un futuro».

Secondo lo SPI CGIL, l’aumento esponenziale dei prezzi dei collegamenti durante le festività rappresenta una vera e propria angheria sociale, che colpisce soprattutto lavoratori, famiglie e anziani. Una condizione resa ancora più grave dal fatto che una parte significativa del trasporto ferroviario è gestita da Trenitalia, azienda interamente pubblica. «Un soggetto controllato dallo Stato – sottolinea Pacifici – dovrebbe garantire il diritto alla mobilità, non assecondare logiche puramente di mercato».

Nel mirino del sindacato finiscono anche le responsabilità politiche. «Chi governa le Regioni del Sud e il Paese – continua la segretaria generale – dovrebbe prestare molta più attenzione a queste pratiche speculative che si consumano sulla pelle della propria gente, già penalizzata da distanza, precarietà lavorativa e salari più bassi».

Una situazione che ha risvolti profondamente umani e sociali. «È inaccettabile – aggiunge Pacifici – soprattutto se si considera quanto i meridionali continuano a dare a questo Paese, spesso pagando un prezzo altissimo: la lontananza forzata dagli affetti familiari e, in molti casi, l’impossibilità di rientrare anche durante le feste per motivi esclusivamente economici».

Come SPI CGIL, il sindacato dichiara di toccare con mano le conseguenze di queste dinamiche, soprattutto tra la popolazione anziana. «A fine anno raccogliamo il pianto e la solitudine di tanti anziani rimasti soli – denuncia Pacifici – perché figli e nipoti non possono permettersi di tornare a casa. Questa non è una fatalità, ma il frutto di scelte politiche sbagliate e dell’assenza di regole che consentono veri e propri abusi».

Da qui l’appello finale alle istituzioni: «È arrivato il momento di intervenire con decisione per impedire che il diritto alla mobilità e agli affetti venga trasformato in un privilegio per pochi. Con il nuovo anno ci auguriamo che chi governa sappia finalmente orientarsi verso una politica della normalità, del rispetto e delle vere priorità del Paese. La dignità delle persone viene prima del profitto».


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