La gestione del verde urbano a Reggio Calabria è stata affidata a una società di Torino per oltre 145 mila euro
Il Comune di Catanzaro ha ufficialmente stipulato una convenzione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria per il monitoraggio e la gestione del verde urbano, coinvolgendo anche l’Istituto Agrario cittadino. L’accordo, che nasce dal dialogo iniziale del 10 febbraio scorso quando il settore Igiene del territorio comunale ha formalmente richiesto supporto tecnico-scientifico al dipartimento universitario, mira a garantire un controllo accurato del verde pubblico e la formazione degli operatori comunali.
«È un accordo importante con il Comune di Catanzaro – spiega Andrea Proto, docente di Diagnostica e Valutazione della Stabilità degli Alberi –. Il Dipartimento di Agraria potrà collaborare con l’amministrazione sulla gestione del verde urbano, contribuire alla formazione dei tecnici del Comune e affiancare l’Istituto Agrario nella preparazione di nuove figure professionali. La convenzione rappresenta un riconoscimento delle competenze e delle professionalità presenti nel nostro Dipartimento».
Ma la notizia suona come un’amara contraddizione per Reggio Calabria, città in cui l’Università Mediterranea ha invece ricevuto pochissime richieste di collaborazione: «Con il territorio di Reggio Calabria – continua Proto – dialoghiamo con la Soprintendenza, chiamati più volte per esprimere pareri tecnici sulle scelte relative al verde urbano. Con il Comune, invece, oltre a qualche evento occasionale, non è mai arrivata una vera richiesta di collaborazione. Altri comuni, come Praia a Mare o enti come il Parco delle Serre e della Sila, si sono rivolti a noi non per un servizio chiavi in mano, ma per un supporto tecnico e scientifico».
La gestione del verde urbano a Reggio Calabria è stata affidata a una società di Torino per oltre 145 mila euro, un vero smacco per un Ateneo che negli ultimi anni ha dimostrato professionalità e competenza.
La convenzione con Catanzaro diventa così un simbolo della disparità di visione tra le amministrazioni comunali calabresi, dove la valorizzazione delle competenze locali sembra ancora una volta subordinata a logiche esterne, con effetti tangibili sulla cura e sulla gestione del verde urbano.