Un passaggio accolto con entusiasmo dalle istituzioni europee, ma che continua a dividere l’opinione pubblica bulgara
Dal 1° gennaio 2026 banconote e monete in euro sono ufficialmente in circolazione in Bulgaria. Dopo oltre un secolo il Paese dice addio al lev e diventa il ventunesimo Stato membro dell’Eurozona, raggiungendo un traguardo storico al termine di un lungo e complesso percorso di adesione.
Un passaggio accolto con entusiasmo dalle istituzioni europee, ma che continua a dividere l’opinione pubblica bulgara. Se per Bruxelles rappresenta un simbolo di integrazione e stabilità, tra i cittadini restano forti i timori legati a un possibile aumento dei prezzi e alle ricadute sull’instabilità politica che attraversa il Paese.
«L’euro è il simbolo tangibile di ciò che l’Europa può realizzare quando lavora insieme, dei valori condivisi e della forza collettiva con cui possiamo contrastare l’incertezza geopolitica mondiale», ha dichiarato la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde, rivolgendo «un caloroso benvenuto alla Bulgaria nella famiglia dell’euro e al governatore Radev nel Consiglio direttivo della Bce», come riporta Ansa.
Per celebrare l’ingresso di Sofia nell’area della moneta unica, la Bce ha proiettato fino all’11 gennaio sulla facciata della propria sede principale a Francoforte un’installazione luminosa, simbolo dell’integrazione e dell’unità dei 358 milioni di cittadini europei che utilizzano l’euro.
Con l’adozione della moneta unica, la Banca nazionale di Bulgaria entra a pieno titolo nell’Eurosistema e il suo governatore ottiene una poltrona nel Consiglio direttivo della Bce. L’istituto bulgaro diventa inoltre membro del Meccanismo di vigilanza unico, rafforzando l’integrazione del sistema bancario nazionale nel quadro europeo.
«Questo traguardo è il frutto di anni di duro lavoro e impegno. Significa pagamenti più semplici, viaggi più facili e tante nuove opportunità per le imprese bulgare», ha sottolineato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Sulla stessa linea il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, che si è congratulato con Sofia parlando dell’«inizio di un nuovo capitolo ricco di opportunità per la Bulgaria e il suo popolo».
Nonostante il via libera istituzionale, l’ingresso nell’euro continua a spaccare il Paese. Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro, il 49% dei bulgari si dichiara contrario all’adozione della moneta unica. Un dato che riflette il peso ancora vivo della memoria dell’iperinflazione degli anni Novanta, quando la Bulgaria agganciò la propria valuta prima al marco tedesco e poi all’euro, rendendo di fatto il Paese fortemente dipendente dalle decisioni della Bce.
Membro dell’Unione europea dal 2007, la Bulgaria era entrata nella cosiddetta “sala d’attesa” dell’euro nel 2020. Da oggi, però, l’euro diventa realtà anche per i 6,4 milioni di cittadini bulgari, segnando una svolta economica e politica destinata a incidere profondamente sul futuro del Paese.
(Fonte: Ansa)