Vox Organica, terza edizione: l’organo a canne protagonista della musica sacra

Autore Giorgia Rieto | gio, 01 gen 2026 19:52 | Vox-Organica Reggio-Calabria

Il programma musicale ha attraversato epoche e stili

Si è svolta il 30 dicembre presso il Santuario di San Paolo alla Rotonda la terza edizione del concerto Vox Organica, progetto ideato da Thomas Marra e Don Antonino Pangallo per valorizzare l’organo a canne come cuore pulsante della musica sacra e come strumento solista e dialogante all’interno del repertorio concertistico.

Protagonisti della serata il M° Alberto Orio, organista della Basilica Cattedrale di Reggio Calabria, la flautista Sharon Crucitti, allieva del primo e secondo flauto dell’Orchestra del Teatro Francesco Cilea, e due ensemble vocali diretti da Thomas Marra: l’Ensemble Liturgico Anima Christi e il Laudate Dominum di Vibo Valentia.

Il programma musicale ha attraversato epoche e stili, con pagine di Nicolas Lebègue, Arcangelo Corelli, Claude Balbastre, Eugène Bozza, Domenico Capandruccio, Domenico Zipoli, Marco Frisina, Georg Friedrich Händel, Luigi Pedemonte e Jules Massenet, offrendo al pubblico un itinerario sonoro ampio e articolato, capace di coniugare tradizione liturgica, scrittura colta e linguaggi più moderni.

Tre tenori degli ensemble hanno arricchito la serata con interventi solistici, eseguendo Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!, Nella fantasia e Minuit, chrétiens, dialogando con l’organo e l’ensemble in un clima di intensa partecipazione.

Particolarmente significativo l’intervento degli ensemble vocali, con un arrangiamento inedito di Adeste Fideles e la complessa sequenza a sei voci Christus est qui natus hodie del Cardinale Domenico Bartolucci, eseguita per l’occasione a sette voci con un triplice basso in ottava grave, scelta interpretativa voluta dal maestro di coro Thomas Marra e dal basso Franco Arena.

Il concerto si è concluso con il messaggio universale di pace affidato al brano Pacem in terris, suggellando una serata in cui musica, spiritualità e riflessione si sono fuse in un unico respiro artistico.

In linea con la filosofia del progetto, durante l’evento non sono stati letti i curricula degli interpreti, scelta dichiaratamente anti-artistica per restituire alla musica il primato assoluto dell’ascolto, dell’esperienza e della condivisione.


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