Avrebbero potuto costituire una soluzione strategica ed efficace per decongestionare il traffico cittadino
Le bretelle di collegamento del ponte Sant’Agata rappresentano da anni una delle più grandi occasioni mancate per la viabilità di Reggio Calabria sud. Ultimate nella parte di competenza Anas, queste infrastrutture avrebbero potuto costituire una soluzione strategica ed efficace per decongestionare il traffico cittadino e migliorare in modo significativo i collegamenti tra la zona collinare, l’aeroporto dello Stretto e la fascia costiera.
Un’opera pensata per snellire i flussi veicolari e garantire una mobilità più moderna e funzionale, che oggi invece giace in uno stato di degrado e totale abbandono. Le bretelle,sono diventate nel tempo simbolo di incuria e immobilismo, trasformandosi in una vera e propria bomba ecologica e di sicurezza.
Vegetazione incolta, rifiuti abbandonati, strutture esposte agli agenti atmosferici e nessuna manutenzione ordinaria: uno scenario che desta preoccupazione non solo per l’impatto ambientale, ma anche per i potenziali rischi per la sicurezza. Il deterioramento progressivo dell’opera comporta infatti costi sempre più elevati per un eventuale ripristino, mentre la città continua a pagare il prezzo di una viabilità congestionata e inefficiente.
In un territorio che guarda allo sviluppo turistico e infrastrutturale come leva di crescita, il caso delle bretelle del ponte Sant’Agata resta una ferita aperta. Un’infrastruttura che avrebbe potuto cambiare il volto della mobilità urbana e che oggi, invece, racconta l’ennesima storia di incompiutezza e spreco di risorse pubbliche.