Saldi al via, Confcommercio critica il sistema: “Strumento ormai obsoleto, penalizza i negozi”

Autore Giorgia Rieto | lun, 05 gen 2026 17:03 | Saldi Confcommercio Labate

Un tema che riapre il dibattito sul futuro del commercio tradizionale e sulla necessità di regole più moderne

Sono ufficialmente iniziati i saldi, ma il loro valore e la loro efficacia non sono più quelli di un tempo. A lanciare l’allarme è il presidente di Confcommercio, Lorenzo Labate, che evidenzia come l’attuale concezione delle vendite di fine stagione sia ormai superata e poco funzionale per le piccole e medie imprese.

«Il saldo, così come è concepito oggi, non ha più la stessa importanza del passato spiega Labate. Parliamo di saldi di fine stagione che, di fatto, arrivano all’inizio della stagione invernale, creando confusione nella clientela».

Secondo Confcommercio, uno dei nodi principali è la tempistica: i saldi partono troppo a ridosso delle festività natalizie, con un effetto diretto e negativo sulle vendite di dicembre. «Questo meccanismo penalizza le attività commerciali proprio nel periodo di Natale, perché molti consumatori preferiscono attendere pochi giorni per acquistare a prezzo scontato».

Ma il problema è anche strutturale e legato al mercato globale. «Lo strumento dei saldi è diventato obsoleto, prosegue Labate, perché si scontra con i colossi dell’e-commerce, che sono perennemente in promozione. Le piccole e medie imprese non hanno la capacità economica né organizzativa per competere con questi modelli».

Una situazione che, secondo Confcommercio, ha portato alla creazione di un doppio mercato in Italia: «Da un lato ci sono le aziende che operano rispettando le regole e la fiscalità italiana, dall’altro i grandi colossi online che spesso eludono la tassazione nazionale, ottenendo così un doppio vantaggio competitivo».

Per questo motivo Confcommercio chiede un cambio di paradigma. «Bisognerebbe consentire alle imprese di decidere liberamente quando effettuare i saldi durante l’anno, in base alle proprie esigenze, conclude Labate. Come associazione stiamo battendo i pugni sul tavolo per affrontare seriamente il problema fiscale e ristabilire condizioni di concorrenza eque».

Un tema che riapre il dibattito sul futuro del commercio tradizionale e sulla necessità di regole più moderne per tutelare il tessuto economico locale.

Aggiornamenti e notizie