Puglia e Calabria definiti "campi di battaglia"
«Il Mezzogiorno è diventato il fronte di una guerra dimenticata». È un atto d’accusa durissimo quello lanciato da Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, che denuncia il collasso del sistema carcerario nel Sud Italia, definendo il 2025 come “l’anno della mattanza” e l’avvio del 2026 come l’inizio di un disastro amministrativo senza precedenti.
«Lo Stato ha abdicato al suo ruolo nel Sud – afferma Montesano – lasciando la Polizia Penitenziaria sola in trincea contro violenza, sovraffollamento e l’emergenza della salute mentale».
Puglia e Calabria, “campi di battaglia”Secondo l’analisi dell’OSAPP, Puglia e Calabria rappresentano oggi i territori più critici. Nel solo 2025 si sarebbero registrati oltre 1.500 agenti feriti in servizio tra le due regioni.
In Puglia, la crisi ha raggiunto livelli estremi: nel carcere di Foggia il sovraffollamento reale avrebbe toccato il 218%, mentre a Taranto si contano 650 detenuti a fronte di 350 posti disponibili. La carenza di organico supera le 1.000 unità, una condizione che – secondo il sindacato – rende impossibile garantire anche i requisiti minimi di sicurezza.
In Calabria, particolare preoccupazione viene segnalata negli istituti di Arghillà (Reggio Calabria) e Vibo Valentia, dove l’OSAPP denuncia la perdita di controllo di interi reparti e il malfunzionamento delle Commissioni Paritetiche, con gravi ricadute sul benessere del personale.
Molise e Basilicata, il “fallimento silenzioso”Nel mirino anche Molise e Basilicata, definiti da Montesano «le sedi dell’oblio». Gli istituti di Larino, Campobasso, Melfi e Potenza sarebbero stati progressivamente abbandonati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
Gli agenti, denuncia il sindacato, sono costretti a turni massacranti fino a 16 ore consecutive, mentre le strutture sarebbero state trasformate in «reparti psichiatrici a cielo aperto», senza adeguato personale medico, demandando alla Polizia Penitenziaria la gestione di emergenze sanitarie per le quali non è formata.
Un bilancio nazionale allarmanteIl quadro complessivo tracciato dall’OSAPP è drammatico: il 2025 si è chiuso con 79 suicidi e un tasso medio di sovraffollamento del 138,5%. Il cosiddetto “Piano Carceri”, secondo il sindacato, avrebbe prodotto una perdita netta di 700 posti anziché un incremento, rappresentando «un insulto a chi lavora quotidianamente in strutture fatiscenti».
L’ultimatum al GovernoL’OSAPP lancia infine un ultimatum al Governo. «Il tempo delle passerelle è finito – conclude Montesano –. Se nei prossimi giorni non verrà dichiarato lo Stato di Emergenza Nazionale e non si procederà allo scorrimento immediato delle graduatorie per colmare i vuoti di organico, non escludiamo manifestazioni di protesta eclatanti».
«La Polizia Penitenziaria – avverte – non sarà il becchino di un sistema che ha scelto l’indifferenza burocratica al posto della legalità e della vita umana».