Un nuovo scempio sul lungomare: deturpato il monumento a Diego Vitrioli

Autore Grazia Candido | gio, 08 gen 2026 07:34 | Monumento Diego-Vitrioli Lungomare-Falcomatà Lavori

Uno dei simboli storici della città è stato alterato senza rispetto per il suo valore artistico e commemorativo

Ancora una volta il nostro patrimonio storico e culturale finisce vittima di interventi superficiali e privi della necessaria attenzione. Pochi giorni fa, in occasione dei lavori di rifacimento dei marciapiedi della via Marina, è stato infatti deturpato il monumento dedicato a Diego Vitrioli, così come era stato concepito e sistemato nel 1952 dallo scultore Michele Guerrisi.

Si tratta di un monumento di grande valore simbolico e artistico, non solo per la memoria che custodisce, ma anche per la qualità della sua realizzazione. Guerrisi aveva progettato una colonna greca binata in marmo bianco, elegante e solenne, sulla cui sommità era prevista la collocazione di un tripode in bronzo; sul retro, un medaglione bronzeo con il ritratto del poeta e latinista Diego Vitrioli, figura di primo piano della nostra storia culturale.

Oggi, quell’equilibrio formale e quel significato profondo risultano compromessi. Interventi eseguiti senza il dovuto rispetto hanno alterato l’assetto del monumento, infliggendo un danno che va ben oltre il semplice aspetto materiale. È un colpo alla memoria collettiva, all’identità del luogo, al lavoro di un grande artista e al tributo dovuto a un intellettuale che ha dato lustro alla città.

Non è accettabile sorvolare su questo ulteriore scempio, perpetrato gratuitamente e senza apparente necessità. Per documentare quanto accaduto, nella galleria fotografica che accompagna questo articolo sono pubblicate le immagini che mostrano chiaramente come il monumento sia stato ridotto a seguito dei lavori e quale sia il suo stato attuale.

Ogni intervento urbano, soprattutto in contesti di pregio storico e monumentale, dovrebbe essere guidato da competenza, sensibilità e senso di responsabilità. Ignorare questi principi significa impoverire la città e tradire il dovere di tutela del bene comune.

È auspicabile che chi di competenza intervenga al più presto per chiarire quanto accaduto, porre rimedio al danno e, soprattutto, affinché episodi simili non si ripetano. Il nostro lungomare non è solo uno spazio da ristrutturare: è un luogo di memoria, e come tale merita rispetto.


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