Trasferimento dei bambini a San Brunello: emergono le prime criticità. Genitori preoccupati per sicurezza e accessi

Autore Giorgia Rieto | lun, 12 gen 2026 16:26 | Scuola-San-Brunello Scuola

Le segnalazioni parlano di una situazione che, pur nata con l’intento di tutelare i bambini, rischia ora di esporli a criticità logistiche e di sicurezza 

Il 5 gennaio, nel corso di un incontro istituzionale, l’europarlamentare Giusi Princi e il Prefetto Clara Vaccaro, insieme ai rappresentanti del Comune e delle famiglie, hanno condiviso un accordo sul trasferimento immediato dei bambini del plesso Eremo dell’Istituto “Carducci–Da Feltre” presso la sede di San Brunello, a partire dal 7 gennaio.

L’intesa, come ribadito dalle parti, aveva come obiettivo prioritario il benessere dei più piccoli e la garanzia di una sistemazione stabile fino al completamento della nuova sede scolastica.

A pochi giorni dall’effettivo trasferimento, però, stanno emergendo le prime criticità, segnalate da più genitori che hanno scritto alla redazione di ReggioTv, manifestando forte preoccupazione per la sicurezza e la gestione logistica del nuovo plesso.

I bambini sono stati spostati nella sede di San Brunello, in Via Stradella Giuffrè, un’area che, secondo le segnalazioni, risulta particolarmente problematica. Il plesso è situato all’interno di un cancello, in un punto molto stretto, dove diventa di fatto impossibile raggiungere l’ingresso con le automobili. Una condizione che sta creando disagi quotidiani alle famiglie, soprattutto negli orari di ingresso e uscita.

La preoccupazione maggiore riguarda però l’eventualità di un’emergenza: secondo quanto denunciato dai genitori, l’accesso per eventuali mezzi di soccorso risulterebbe estremamente difficoltoso, se non addirittura impossibile, proprio a causa della ristrettezza dell’area e della viabilità limitata.

A questo si aggiunge un ulteriore nodo critico: parcheggiare a distanza dalla scuola è praticamente impossibile, poiché il plesso si trova in una zona di Via Lia, una delle arterie più trafficate della città, soprattutto nelle ore di punta. Nei primi giorni di attività, la situazione avrebbe già causato caos, rallentamenti e blocchi della zona, con disagi non solo per le famiglie ma anche per la circolazione stradale.

Le segnalazioni parlano di una situazione che, pur nata con l’intento di tutelare i bambini, rischia ora di esporli a criticità logistiche e di sicurezza che meritano un approfondimento immediato. I genitori chiedono risposte chiare e interventi rapidi, affinché il diritto alla continuità educativa non si traduca in nuove preoccupazioni quotidiane.

La vicenda resta aperta e, alla luce delle prime denunce, solleva interrogativi che vanno oltre l’accordo istituzionale: la sede individuata è realmente idonea ad accogliere bambini così piccoli in piena sicurezza? Una domanda che oggi, più che mai, chiede attenzione e trasparenza.

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