Porto di Gioia Tauro, denuncia M5S: “Acciaio per munizioni verso Israele, chiesta ispezione urgente”

Autore Redazione Web | sab, 02 maggio 2026 12:44 | Porto-Di-Gioia-Tauro Israele

Al momento non sono arrivate conferme ufficiali né da parte delle autorità portuali né dalla compagnia MSC 

Nuove polemiche sul ruolo logistico del porto di Gioia Tauro, dopo la denuncia della vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino, che ha presentato una richiesta di ispezione urgente alle autorità competenti in merito al presunto transito di materiale destinato all’industria bellica.

Secondo quanto riportato nella nota della parlamentare, “alcuni container contenenti acciaio destinato alla produzione di proiettili da artiglieria da 155 mm” sarebbero stati scaricati nello scalo calabrese da una nave della compagnia MSC e sarebbero in fase di reimbarco con destinazione finale il porto di Haifa, in Israele.

La vicenda, se confermata, solleverebbe – secondo Baldino – interrogativi sull’applicazione della normativa italiana in materia di esportazione e transito di materiali bellici. La parlamentare richiama infatti la legge 185 del 1990, che disciplina il controllo sull’import-export di armamenti e ne vieta il trasferimento verso Paesi coinvolti in conflitti armati o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, salvo specifiche autorizzazioni governative.

“Il transito non è neutro, è una responsabilità – afferma Baldino –. Se il nostro territorio viene utilizzato come snodo logistico per materiali legati a operazioni militari, il governo deve fornire spiegazioni chiare”.

Nella sua dichiarazione, la vicepresidente M5S collega inoltre la vicenda al contesto del conflitto in Medio Oriente, citando la situazione nella Striscia di Gaza e le tensioni regionali, e ribadendo la necessità di rispettare gli obblighi derivanti dai trattati internazionali e dalla normativa nazionale.

La richiesta presentata alle autorità punta ora a chiarire la natura del carico, le autorizzazioni eventualmente rilasciate e la regolarità delle operazioni di transito, con la possibile adozione di misure di sospensione o sequestro qualora emergano irregolarità.

Al momento non sono arrivate conferme ufficiali né da parte delle autorità portuali né dalla compagnia MSC in merito alla natura del materiale trasportato o alla destinazione finale dei container.

La vicenda apre dunque un nuovo fronte di dibattito sul ruolo strategico del porto di Gioia Tauro, uno dei principali hub di transhipment del Mediterraneo, e sulla gestione dei controlli relativi ai carichi in transito sul territorio nazionale.

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