Nel documento si evidenzia come circa 160 famiglie vincitrici del bando ERP del 2019 attendano ancora l’assegnazione di un alloggio
Un Piano Casa comunale per rilanciare l’Edilizia Residenziale Pubblica e garantire il diritto all’abitare alle famiglie in difficoltà. È l’appello lanciato dall’Osservatorio sul disagio abitativo ai quattro candidati a sindaco di Reggio Calabria, accusati di non avere inserito nei propri programmi misure concrete per affrontare l’emergenza abitativa in città.
Secondo quanto denunciato dalle associazioni “Un Mondo di Mondi”, “Reggio Non Tace” e dalla “Società dei/delle Territorialisti/e Onlus”, negli ultimi decenni la politica comunale e regionale dell’ERP sarebbe stata progressivamente smantellata, aggravando una situazione sociale ormai definita “senza precedenti”.
Nel documento si evidenzia come circa 160 famiglie vincitrici del bando ERP del 2019 attendano ancora l’assegnazione di un alloggio nonostante la graduatoria sia stata pubblicata nel 2022. A queste si aggiungono centinaia di nuclei familiari che da tre anni hanno presentato domanda per l’emergenza abitativa senza ricevere risposta.
Tra le situazioni più critiche vengono citate le famiglie del Comparto 6 di Arghillà Nord, coinvolte nell’ordinanza di sgombero del marzo 2025, oltre a numerosi nuclei sottoposti a sfratto o già costretti a lasciare le abitazioni private. “Alcune persone sono costrette perfino a dormire in auto”, denunciano le associazioni.
L’Osservatorio chiede dunque ai candidati sindaco di inserire nei programmi elettorali un Piano Casa ERP capace di garantire assegnazioni rapide e il rilancio strutturale dell’edilizia pubblica. Il piano dovrebbe prevedere almeno 500 alloggi da assegnare nei prossimi cinque anni, attraverso l’acquisto di appartamenti sfitti presenti sul mercato privato e il recupero degli alloggi popolari oggi inutilizzati.
Secondo le associazioni, le risorse economiche potrebbero essere reperite utilizzando gli 11 milioni di euro del Decreto Reggio già destinati al settore, le somme derivanti dalla vendita degli alloggi popolari e dai canoni ERP, oltre ai fondi europei già utilizzati da altri Comuni italiani per interventi simili.
Nel documento viene chiesto inoltre il ripristino del Settore comunale di Edilizia Residenziale Pubblica, con il reintegro del personale necessario per garantire assegnazioni, verifiche, manutenzioni e gestione degli alloggi nel rispetto della normativa regionale.
Le associazioni chiedono anche la revisione del regolamento comunale sull’emergenza abitativa approvato nel 2018, ritenuto uno degli ostacoli principali alle assegnazioni rapide degli alloggi destinati ai casi urgenti.
“Far rinascere la politica comunale dell’Edilizia Residenziale Pubblica – si legge nella nota – significherebbe garantire maggiore coesione sociale, ridurre le condizioni di povertà e contrastare il calo demografico favorendo la restanza”.
Infine, l’Osservatorio invita i quattro candidati sindaco ad aprire un confronto pubblico sul tema e ad integrare i rispettivi programmi con proposte concrete sul diritto all’abitare.