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“Viti Archi - Vive”, la sfida per salvare le vigne storiche di Archi

Autore Redazione Web | ven, 14 ago 2026 17:48 | Viti Archi-Vive

Il progetto di Domenico Tripodi e del gruppo “Insieme si può” punta al recupero delle contrade collinari, alla nascita di cooperative agricole giovanili e alla valorizzazione del vino e del turismo rurale

Trasformare la tutela dell’ambiente in un’opportunità di riscatto economico ed occupazionale per le nuove generazioni, unendo l’impegno civico all’azione istituzionale. È questo l’obiettivo dell’Idea-Progetto “VITI ARCHI – VIVE”, la proposta e studio di fattibilità ideata e promossa dal promotore Domenico Tripodi e sostenuto attivamente dai componenti del movimento “Insieme si può”, per il recupero vitivinicolo e il rinverdimento delle aree collinari di Archi, frazione nord di Reggio Calabria.

L’Idea-Progetto nasce sulla scia del grande interesse per i vitigni autoctoni e la viticoltura eroica registrato durante le ultime vetrine del Vinitaly. L’obiettivo principale del gruppo è il salvataggio e la riproduzione delle antiche varietà di vite che stanno progressivamente scomparendo nelle storiche contrade di Zarma’, Lafunni, Papuzzi e Sant’Antonio, aree un tempo celebri per la produzione di vini d’eccellenza legati alla denominazione IGT Arghillà.

Il piano promosso da Domenico Tripodi e gli altri componenti del gruppo “Insieme si può”, mette al centro i giovani del territorio (under 41), incoraggiando la costituzione di cooperative agricole di conduzione e servizi. L’attività non si limiterà alla produzione biologica, ma integrerà una forte offerta di Turismo Rurale ed Enoturismo per garantire la sostenibilità economica immediata dell’azienda.

Tra le azioni previste:

  • Recupero della sentieristica: Tracciamento di percorsi per il Trekking e le e-bike lungo le vecchie mulattiere collinari con affaccio panoramico sullo Stretto di Messina.

  • Esperienza in vigna: Allestimento di terrazze temporanee in bioarchitettura per degustazioni emozionali al tramonto abbinate a prodotti a Km zero del Reggino.

  • Sostenibilità attiva: Pratica dell’inerbimento totale controllato tra i filari per controllare l’erosione del suolo, prevenire il dissesto idrogeologico collinare e ridurre il rischio incendi.

Il promotore Domenico Tripodi e tutti gli altri componenti del gruppo “Insieme si può”, attraverso la Consigliera Carmine Miriam Pitasi, presenteranno un’Istanza formale al Comune di Reggio Calabria e all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Calabria per richiedere la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale concertato.

Per la riuscita del Progetto è infatti ritenuta indispensabile una sinergia pubblica su tre livelli normativi ed economici:

  1. COMUNALE: Attivazione della Banca della Terra per il censimento e l’assegnazione agevolata ai giovani delle particelle catastali private abbandonate o incolte a Zarma’, Lafunni, Papuzzi e Sant’Antonio.

  2. REGIONALE: Sostegno Tecnico dell’ARSAC e accesso ai fondi del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR Calabria) per i premi di primo insediamento giovanile e ai contributi OCM Vino Ristrutturazione.

  3. STATALE: Accesso prioritario alle misure ISMEA (Generazione Terra e Più Impresa) per l’acquisto agevolato di terreni e macchinari tecnologici adatti alla viticoltura collinare e in pendenza.

Il nostro obiettivo - spiega il promotore Domenico Tripodi - è dimostrare che cooperando e attivando le giuste leve istituzionali si può battere lo spopolamento giovanile della periferia reggina.

“VITI ARCHI – VIVE” offrirà nuove carriere professionali non solo in campo agronomico, ma anche nei settori dell’accoglienza turistica (sommelier e guide ambientali) e del marketing, restituendo dignità e futuro alle colline di Zarma’, Lafunni, Papuzzi e Sant’Antonio.

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