Un percorso che parte dalle strutture della giustizia del territorio, dal Tribunale alla Casa circondariale di Locri
Una visita istituzionale per conoscere da vicino una delle esperienze di reinserimento socio-lavorativo che stanno prendendo forma nella Locride. Monsignor Cesare di Pietro, arcivescovo della diocesi di Locri-Gerace, ha visitato il Porto delle Grazie di Roccella Jonica, realtà coinvolta in un percorso dedicato all’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, nato dalla collaborazione tra Caritas diocesana, istituzioni e mondo imprenditoriale.
Il progetto, significativamente intitolato “Il lavoro vince tutto”, punta a trasformare il lavoro in uno strumento concreto di riscatto personale e sociale, offrendo a chi ha vissuto l’esperienza del carcere la possibilità di ricostruire il proprio futuro e recuperare un ruolo all’interno della comunità.
«Il lavoro vince la decadenza della malavita e riscatta l’uomo dal punto di vista umano, sociale e familiare», ha sottolineato monsignor Di Pietro. «È bello constatare che ci sono ex detenuti che hanno trovato lavoro e stanno trovando una vita nuova. È bello sapere che il percorso funziona. Il lavoro, a tutti i livelli, è l’unico elemento che dona all’uomo la piena realizzazione di sé».
Un percorso che parte dalle strutture della giustizia del territorio, dal Tribunale alla Casa circondariale di Locri, e che attraverso il lavoro cerca di costruire un ponte verso una nuova vita.
A raccontare l’esperienza della Caritas diocesana è stata la direttrice Carmen Bagalà: «Nel seguire i percorsi consigliati abbiamo visto come l’uomo possa rinascere. Dare un’opportunità lavorativa è fondamentale, ma è altrettanto importante far vedere anche all’esterno che si può rinascere».
Il progetto sta producendo risultati concreti anche sul piano occupazionale. Vasco De Cet, dell’amministrazione del Porto delle Grazie, ha evidenziato come «abbiamo visto un aumento occupazionale e questo ci fa capire come il lavoro e l’integrazione con i colleghi siano un fenomeno contagioso e contaminante».
Un effetto positivo che ha coinvolto progressivamente anche il tessuto imprenditoriale locale. Il sindaco di Roccella Jonica, Vittorio Zito, ha spiegato: «Questa proposta ha contagiato un po’ tutti, anche gli imprenditori che hanno sottoscritto l’accordo con la Caritas per l’inserimento dei detenuti. Il progetto prosegue alla grande».
L’esperienza del Porto delle Grazie diventa così un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, Chiesa, imprese e comunità possa trasformare il lavoro in uno strumento di prevenzione, inclusione e riscatto. Perché dietro ogni percorso di reinserimento non c’è soltanto un posto di lavoro, ma la possibilità di ricostruire relazioni, dignità e una nuova prospettiva di vita.