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Infortunio al porto di Gioia Tauro, giovane lavoratore licenziato: l’OrSA chiede chiarezza

Autore Redazione Web | sab, 22 ago 2026 10:29 | Porto-Di-Gioia-Tauro Licenziamento Lavoratore

Il sindacato denuncia il provvedimento per giusta causa nei confronti di un neoassunto ancora ricoverato 

 "Apprendiamo che, a seguito di un gravissimo infortunio sul lavoro occorso presso l'AdSP di Gioia Tauro e più segnatamente presso la Società Medcenter Container Terminal, un giovanissimo lavoratore, assunto, da quel che ci è dato sapere, agli inizi dell'anno, nonostante sarebbe ancora in condizioni fisiche precarie (tredici fratture vertebrali, terapia intensiva con ricovero in neurochirurgia), ha ricevuto una lettera di licenziamento definita per giusta causa", lo afferma in una nota il Segretario Generale Confederale Calabria OrSA Vincenzo Rogolino.

"Personalmente non conosciamo il giovane neoassunto, verso il quale va tutta la nostra solidarietà, ma ci sembra inconcepibile che si proceda a cuor leggero con un licenziamento e in tempi così brevi. Non conosciamo i particolari anche perché la citata MEDCENTER e tantomeno l'AdSP di Gioia Tauro hanno inteso confrontarsi con la nostra OS. Ad onor della verità, l'AdSP di Gioia Tauro, dopo un primo confronto positivo, proprio sul tema sicurezza, si è chiusa a riccio ignorando una richiesta specifica di incontro, proprio a ridosso del grave infortunio. Quest'ultimo comportamento è censurabile poiché l'AdSP non è una Società privata, ma bensì un organo dello Stato e come tale deve essere super partes. L’OrSA ha regolari incontri e audizioni con le varie istituzioni locali e nazionali, Governo compreso", prosegue la nota.

"Non solo, ma ci è stato segnalato inoltre che tale atteggiamento, ossia l'attuazione del metodo del licenziamento e dei provvedimenti disciplinari, sarebbe un loro “modus operandi”. Certo, poiché esclusi da ogni tavolo di confronto non possiamo fornire dati precisi, ma possiamo denunciare il sentire di parecchi lavoratori. Ci auguriamo che sia solo una percezione dovuta all'amplificazione del tam tam tra le maestranze, ma un detto popolare recita che la voce del popolo è la voce di Dio. Sia chiaro, l'OrSA non difende i fannulloni o coloro che intendono il posto di lavoro come un centro di villeggiatura, né tantomeno Società che applicano principi non allineati del resto, in un servizio così usurante e delicato, sarebbe paradossalmente difficile assumere atteggiamenti da “burnout”, ma nelle circostanze a noi segnalate appare evidente che da parte della citata società, operante nell'ambito dell'AdSP, vi sarebbe un eccesso riduttivo e penalizzante di interpretazione giuridica. L'OrSA Confederale Calabria ha da tempo coinvolto le Istituzioni nazionali, a partire dal Ministero delle Infrastrutture, ma ad oggi nessuno ha avvertito la sensibilità di intervenire come dovuto. Ci auguriamo di non dovere ritornare ancora una volta sull'argomento e che la magistratura faccia il proprio corso, consapevoli che risolvere le vertenze in Tribunale è una sconfitta per tutti, sia per i lavoratori che per le Istituzioni, pubbliche o private che siano", conclude Rogolino.

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