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CGIL: «La solidarietà non può essere un rito. Alla Piana servono presenza dello Stato, responsabilità e coraggio»

Autore Giorgia Rieto | ven, 28 ago 2026 17:04 | Cgil Piana Lavoro

La CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria esprime piena e convinta vicinanza ad Aldo Alessio e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio subito nella sua abitazione

La CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria esprime piena e convinta vicinanza ad Aldo Alessio e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio subito nella sua abitazione. Un gesto che colpisce una persona, prova a colpire la serenità di una famiglia e mette in discussione la sicurezza di una comunità.

La CGIL confida, pertanto, nel lavoro delle Forze dell'Ordine e della Magistratura perché sull'accaduto venga fatta piena luce e i responsabili vengano individuati.

«Di fronte a episodi come questo – sottolinea la CGIL – sentiamo che non è sufficiente affidare alla solidarietà, per quanto sincera e doverosa, la nostra reazione. In momenti come questi le parole sono importanti, ma acquistano un significato vero soltanto quando sono accompagnate da comportamenti coerenti, da una presenza concreta e dalla capacità di non lasciare sole le persone che, per le loro scelte e per il ruolo che ricoprono, diventano bersaglio di intimidazioni».

«È nella quotidianità, nelle scelte che compiamo – prosegue l'organizzazione – che la solidarietà può trasformarsi in prossimità e la vicinanza in un autentico presidio di legalità, così da costruire una vera cultura della legalità, tanto più necessaria in un territorio come la Piana di Gioia Tauro, dove la criminalità non mira soltanto a condizionare l'economia, ma anche a influenzare comportamenti e scelte, alimentando la paura e facendo credere che esporsi, prendere posizione, restare fedeli ai propri valori sia sconveniente o addirittura pericoloso».

È proprio contro questa cultura della rassegnazione e del silenzio che occorre reagire, riaffermando ogni giorno la libertà di essere e di agire.

«Per questo pensiamo ad Aldo Alessio e pensiamo anche a Patrizia Rodi Morabito, colpita ripetutamente nella sua attività imprenditoriale. Non vogliamo sovrapporre storie e responsabilità diverse. Aldo e Patrizia hanno percorsi differenti e svolgono ruoli diversi. Ma c'è un elemento che li accomuna e che ci interessa sottolineare: entrambi, nei rispettivi ambiti, rappresentano la possibilità di scegliere, di esporsi, di assumersi responsabilità e di continuare a fare la propria parte senza piegarsi alla paura».

Quando vengono colpite persone che scelgono di non piegarsi, la risposta non può esaurirsi nella solidarietà del giorno dopo. È necessario che quella preoccupazione diventi iniziativa concreta e che chi rappresenta la parte sana e operosa della Piana possa essere ascoltato prima che si verifichi un nuovo episodio.

Per questo la CGIL torna a rivolgersi al Prefetto di Reggio Calabria, chiedendo l'attivazione di un Tavolo permanente per la Legalità e lo Sviluppo della Piana di Gioia Tauro, capace di mettere in relazione istituzioni, Forze dell'Ordine e rappresentanze del mondo del lavoro, dell'impresa e della società civile.

L'obiettivo non può essere soltanto quello di affrontare le emergenze, ma di costruire le condizioni perché questo territorio sia più forte e meno esposto al condizionamento criminale. Sicurezza e sviluppo sono infatti strettamente legati: contrastare la ’ndrangheta significa anche difendere il lavoro regolare, sostenere le imprese sane, creare opportunità e garantire alle persone la libertà di costruire il proprio futuro senza dover sottostare a ricatti o condizionamenti.

«È su questo terreno che la CGIL continuerà a fare la propria parte – si legge nella nota – con la consapevolezza che la legalità non ha bisogno di passerelle, ma di presenza, coerenza e responsabilità quotidiana».

In un territorio sottoposto alla pressione criminale, la credibilità passa anche dalla coerenza dei comportamenti e dalla trasparenza con cui ciascuno esercita il proprio ruolo, a maggior ragione quando si rappresentano istituzioni, organizzazioni sociali, imprese o comunità.

È una responsabilità che riguarda tutti e che diventa ancora più importante quando qualcuno viene colpito proprio per le proprie scelte e per la libertà con cui ha deciso di svolgere il proprio compito.

Per questo ad Aldo Alessio e alla sua famiglia la CGIL rinnova la propria vicinanza, con la consapevolezza che la risposta a quanto accaduto debba essere collettiva e concreta.

La Piana di Gioia Tauro ha energie, competenze e risorse sociali che devono essere messe nelle condizioni di esprimersi pienamente, senza che la paura o il condizionamento criminale possano limitarne la libertà. È anche su questo terreno che istituzioni e società civile sono chiamate a fare la propria parte.

Il Segretario Generale
CGIL Reggio Calabria Area Metropolitana
Gregorio Pititto

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